Coronavirus, dimmi quanta carta igienica hai comprato in quarantena e ti dirò chi sei

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La quarantena, il lockdown, i negozi chiusi: tutto ciò che abbiamo vissuto nei mesi scorsi e soprattutto come lo abbiamo vissuto ha avuto un ruolo significativo sui nostri acquisti. In molti casi abbiamo letteralmente svuotato gli scaffali, fatto incetta di lieviti e farine e di penne rigate in un modo che passerà alla storia. Ma ci sono stati Paesi dove, invece, a essere presa di mira è stata per lo più la carta igienica.

Negli States e nei Paesi anglosassoni in generale la minaccia percepita di come il coronavirus avrebbe potuto impattare sulle vite quotidiane ha influito sulle scorte di carta igienica. I rotoli sono diventati il ​​bene più prezioso e indispensabile e sembrava quasi che avremmo combattuto il coronavirus andando in bagno sicuri di pulirci.

Ecco perché ora una nuova bizzarra ricerca pubblicata sulla rivista Plos One collega alcuni tratti della personalità con l’accumulo di rotoli di carta fatti durante la quarantena. Loro sono Lisa Garbe dell’Università di San Gallo (Svizzera), Richard Rau dell’Università di Münster (Germania) e Theo Toppe dell’Istituto Max Planck per l’antropologia evoluzionistica (Germania), che hanno condotto alcune ricerche per trovare tratti della personalità, così come altri fattori, correlati a questo comportamento.

Ebbene, secondo gli studiosi, le persone che vedevano il Covid-19 come una minaccia maggiore e che mostravano una maggiore tendenza all’ansia e alla preoccupazione, nonché all’ordine e all’autodisciplina, avevano maggiori probabilità di accumulare carta igienica. Nulla di più lontano dalla realtà: i rotoli servivano quasi da amuleto magico contro ogni bufera che si sarebbe abbattuta.

Lo studio

I ricercatori hanno intervistato circa 1000 adulti provenienti da 22 Paesi reclutati attraverso i social media. I partecipanti hanno completato il questionario HEXACO che classifica sei grandi domini di personalità: onestà-umiltà (H), emotività (E), estroversione (X), cordialità (A), coscienza (C) e apertura all’esperienza (O).

Ognuno di questi domini misura un tratto di personalità. Gli autori erano particolarmente interessati alla solidarietà con gli altri, inclusa la dimensione dell’onestà-umiltà, la tendenza alla preoccupazione e all’ansia, misurata nella dimensione emotiva, e l’ordine e l’autodisciplina, che misura la dimensione della coscienza.

I partecipanti hanno anche riferito sul consumo di carta igienica nelle ultime settimane, il livello di minaccia percepito da Covid-19 e la situazione di quarantena in cui si trovavano. I dati sono stati raccolti online tra il 23 e il 29 marzo.

Il team ha scoperto che coloro che si sentivano maggiormente minacciati – le donne avevano un punteggio più alto e aumentavano con l’età, nonché con il numero di giorni in quarantena – acquistavano più carta. In effetti, questa era la relazione più forte tra le diverse variabili misurate e la raccolta di questo prodotto igienico, un fatto che per gli autori sostiene l’idea che la carta ha funzionato come un simbolo soggettivo di sicurezza.

Una comunicazione chiara con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza della malattia e fornire semplici istruzioni comportamentali riduce la percezione della minaccia da parte delle persone. Sebbene sia importante comunicare la gravità di una pandemia e fare appello alle persone affinché rispettino le misure necessarie, come l’allontanamento sociale, i comunicatori devono fare attenzione a non provocare il panico che alla fine può portare a comportamenti disfunzionali come la razzia dagli scaffali”, ammette Toppe.

Il predittore più forte delle scorte di carta igienica era insomma la minaccia percepita: le persone che si sentivano più minacciate tendevano ad accumulare più carta igienica. Circa il 20% di questo effetto si basava anche sul fattore emotività: le persone che in genere si preoccupano molto e sono ansiose hanno maggiori probabilità di sentirsi minacciate e accumulare, quindi, oggetti come la carta igienica. Anche il dominio della personalità della coscienza – che include tratti di organizzazione, diligenza, perfezionismo e prudenza – era un fattore predittivo di accumulo.

In più, dai risultati è emerso anche che gli anziani hanno accumulato più carta igienica rispetto ai giovani e gli americani più degli europei. La minaccia soggettiva di COVID-19 sembra essere un fattore scatenante importante per l’accumulo di carta igienica, ma siamo ancora lontani dalla comprensione globale di questo fenomeno, concludono gli esperti.

Fonte: Plos One

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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