Coronavirus: la sarta di Gallipoli che ha creato e distribuito gratis agli anziani più di 1000 mascherine

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Sta cucendo notte e giorno mascherine per distribuirle gratuitamente a chi ne ha bisogno. Lei è Irene Coppola e nel suo laboratorio di Gallipoli, meravigliosa cittadina sulla costa pugliese, ha messo su un vero e proprio miracolo: più di mille mascherine per contrastare il coronavirus realizzate in poche ore con un tipo particolare di tessuto.

Sarta e stilista, Irene ha messo da parte per un po’ la creazione di nuovi abiti per dedicarsi anima e corpo a qualcosa che possa aiutarci a temere un pochino di meno quel nemico così subdolo che è il Covid-19. Così, quasi in “quattro e quattr’otto”, ha creato delle mascherine da distribuire soprattutto agli individui più esposti, agli anziani e alle persone sole.

Come? Il materiale che ha utilizzato è la pelle d’uovo, il più classico tessuto utilizzato anche dalle nostre nonne, “cioè farvute”, come specifica Irene in un post sui social. Si tratta di cotone in genere perfetto per lenzuolini e corredini da bambino e per le tende ma è anche un tessuto facilmente sterilizzabile a qualunque temperatura.

Una volta ritirata la mascherina si può far bollire e, facendo questa operazione ogni sera, la si può riutilizzare”, spiega la stilista.

mascherine sarta gallipoli

©Irene Coppola/Facebook

Questa mattina ho finito la quarta sfornata di mascherine e da martedì scorso, da quando mi è venuta l’idea di come potermi rendere utile in un momento così drammatico per la vita sociale di tutta la nostra comunità, ne avrò prodotte oltre mille – racconta Irene Coppola. Sono stanca, ma soprattutto molto soddisfatta, mi bastano solo poche ore di sonno e per il resto sono pronta alla mia missione possibile che faccio con immenso piacere mettendo a disposizione quella che è la mia arma migliore: il mio lavoro che amo e che è al servizio di tutti perché tutti insieme ne usciremo e batteremo il Coronavirus. E tutto andrà bene” dice ancora la stilista gallipolina”.

Bravissima Irene! Ricordiamo in ogni caso che, come dicono gli esperti, la maschera non serve a un soggetto sano, per il quale piuttosto è meglio eseguire in maniera certosina tutte le procedure di pulizia e di igiene. Le mascherine filtranti efficaci devono avere marcatura CE e, stando a quanto precisato dall’Oms, devono essere conformi alla norma EN 149.

Tutte le altre, quelle con cui ci stiamo letteralmente “vestendo” in questi giorni, sono solo un palliativo, un tentativo almeno di non toccarsi naso e bocca e di non disperdere le secrezioni macroscopiche.

Fonte: Irene Coppola Facebook

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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