Coronavirus: l’Iran libera 85.000 prigionieri (anche politici) per svuotare le carceri e limitare la diffusione del Covid-19

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L’Iran, il Paese che dopo Cina e Italia registra il numero più alto di contagiati da Covid-19, ha appena liberato temporaneamente 85.000 prigionieri, compresi quelli politici e “legati alla sicurezza”, nel tentativo di arginare la diffusione del coronavirus.

Ad annunciarlo, il Governo iraniano attraverso il portavoce della magistratura Gholamhossein Esmaili che, come riportato dalla Reuters, ha dichiarato che sono stati liberati solo coloro che stavano scontando condanne a meno di cinque anni, mentre i prigionieri politici e quelli accusati di condanne più pesanti legate alla partecipazione a proteste antigovernative sono rimasti in prigione.

Lo scorso 10 marzo il relatore speciale sui diritti umani dell’ONU in Iran, Javaid Rehman, aveva chiesto a Teharn di liberare temporaneamente tutti i prigionieri politici dalle carceri sovraffollate dove si stava velocemente propagando la diffusione del virus, ma anche malattie legate all’igiene come la tubercolosi e l’epatite C.

“Sono molto preoccupato per il fatto che centinaia, se non migliaia, di manifestanti detenuti a novembre stiano attualmente affrontando difficoltà in strutture sovraffollate”, ha dichiarato Rehamn, aggiungendo che i prigionieri dovrebbero anche essere sottoposti a test completi per il coronavirus.

Prima del rilascio annunciato e secondo il rapportto che Rehman ha presentato al Consiglio per i diritti umani a gennaio, infatti, l’Iran ha dichiarato di avere 189.500 prigionieri, inclusi centinaia di arrestati durante o dopo le proteste antigovernative a novembre.

Nei giorni scorsi, sono stati rilasciati almeno una dozzina di prigionieri politici, secondo attivisti e gruppi dei diritti, ma i prigionieri politici più importanti e simbolici rimangono ancora in prigione.

Anche gli Stati Uniti avevano chiesto il rilascio di dozzine di doppi cittadini americani e stranieri detenuti principalmente con l’acusa di spionaggio minacciando che Washington riterrà il Governo iraniano direttamente responsabile di eventuali morti statunitensi.

Intanto in Iran il bilancio alla data di oggi conta 14.991 casi confermati, 853 morti e 4.996 ricoverati e il regime è stato ampiamente criticato per la sua gestione dell’epidemia, a partire dal rifiuto di chiudere i luoghi di pellegrinaggio sacri

Il portavoce Esmaili ha comunque affermato che la metà delle persone liberate erano prigionieri “legati alla sicurezza” e che “nelle carceri sono state prese misure precauzionali per far fronte allo scoppio”, ma non ha spiegato quando i liberati dovrebbero tornare in prigione.

Anche nelle carceri italiane la situazione è pesantissima e sono al vaglio misure simili per prevenire il contagio in quelle maggiormente sovraffollate.

Fonte: Reuters

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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