I cadaveri nelle strade dell’Ecuador rivelano la portata della tragedia in America Latina: “nessuno vuole raccoglierli”

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Gettati sui marciapiedi, agli angoli delle strade o vicino ai contenitori dell’immondizia. Sono i cadaveri delle vittime del coronavirus della città di Guayaquil, in Ecuador, la più colpita dal Covid-19. Nessuno vuole rimuoverli e i parenti non sanno cosa fare. E nel frattempo, che il governo costruisca un ‘campo speciale’, stanno lì per terra, coperti da un telone e senza dignità.

Immagini drammatiche che mostrano ancora un’altra faccia del terribile virus. Dozzine di cadaveri abbandonati per strada in parte a causa della mancanza di capacità nei cimiteri e in parte a causa della chiusura dei servizi funebri che hanno rifiutato il trattamento dei corpi delle vittime del coronavirus.

Le autorità di Guayaquil, secondo la BBC hanno raccolto i cadaveri di circa 300 persone morte in casa, ma poi lasciate in strada per mancanza di posto negli obitori troppo affollati. I parenti delle vittime non sanno cosa fare, al loro dolore si unisce anche la rabbia di non essere in grado di potergli garantire la dignità di una sepoltura. C’è preoccupazione anche per i corpi in decomposizione che potrebbero scatenare altre bombe battereologiche. Alcuni cadaveri sono coperti con teli, altri avvolti nei sacchi dell’immondizia, altri ancora sono stati bruciati in strada.

Secondo la Reuters, il governo dell’Ecuador sta costruendo un ‘campo speciale’ per le vittime del coronavirus a Guayaquil, dove un focolaio ha ucciso oltre 80 persone, con molti cadaveri lasciati a casa per giorni. Le autorità attualmente non sono pronte a gestire la situazione e per il presidente Lenin Moreno i morti sarebbero molti di più rispetto al numero ufficiale di 120. Molti, infatti, sono deceduti in casa e tanti familiari si sono lamentati del fatto che tra restrizioni e coprifuoco hanno tenuto i loro cari per giorni sul letto. Altri esasperati e con il cuore a pezzi, li hanno portati in strada per chiedere alle autorità di intervenire. La scorsa settimana, le autorità stesse hanno dichiarato di aver rimosso 100 cadaveri solo dalle abitazioni, ma secondo “El Universo”, un giornale nazionale ecuadoriano, ci sono quasi 450 corpi in lista d’attesa per “essere prelevati dalle case”.

Le immagini diffuse sui social mostrano uno scenario sconcertate: familiari che portano in strada i loro cari chiusi in sacchi di plastica

“Molti scelgono di lasciare i corpi dei loro parenti per le strade perché nessuno viene a prenderli”, denuncia Narcisa Medranda, direttrice della Communication Career presso l’Universidad Politécnica Salesiana de Ecuador. “Stiamo vivendo una crisi umanitaria e abbiamo bisogno di aiuti internazionali”, afferma.

Alcuni corpi vengono bruciati in strada:

Da parte sua, il vice presidente, Otto Sonnenholzner, ha annunciato che sono state prese le misure necessarie per seppellire le vittime con dignità. Cosa confermata anche dal sindaco di Guayaquil, Cynthia Viteri, ma nel frattempo c’è chi continua a stare su un marciapiede.

Fonti: Reuters/ El Universo/ La vanguardia/BBC/El Correo

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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