La foto della colonna di camion militari che portano le bare ci segna dentro per sempre. Niente sarà più come prima

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Una foto che ci segna dentro, ci strugge e ci ricorda (se ce ne fosse ancora bisogno) il triste periodo che stiamo vivendo. Nel cuore di Bergamo, i mezzi militari portano le bare delle persone morte per colpa del Covid-19 dal cimitero monumentale che non riesce neanche più gestire le troppe sepolture all’autostrada. Da quando il coronavirus si è diffuso in Italia, i servizi cimiteriali e le agenzie funebri sono andati in tilt.

Dentro a quei camion ci sono madri, padri, figli, nonni. Settanta camion militari con altrettante bare che avranno sepoltura in diverse destinazioni, prima fra tutte Modena. Immagini che non ci lasciano indifferenti. Sono in tanti coloro che in queste ore stanno chiedendo al governo italiano di proclamare il lutto nazionale. Un silenzio tetro e assordante nell’immagine simbolo della pandemia coronavirus.

In Lombardia si registrano già oltre 17mila contagi e 1959 morti, di cui 319 soltanto nelle ultime ventiquattro ore. Bergamo è ad oggi la città che piange più morti con 4.305 positivi e almeno novanta morti nell’ultimo giorno.

“Camion militari per portare i nudi dei morti e ancora si canta sui balconi, si fanno battutone spiritose su questa tragedia epocale, si fanno happening sui social. Dobbiamo fare tre giorni di lutto nazionale, rispetto per i morti e le loro famiglie, social sì ma senza fare festa”, scrive Beppe Fiorello su twitter.

Famiglie che non hanno potuto abbracciare i loro morti, non li hanno potuti vestire perchè necessariamente avvolti nudi in dei materassini, che non li hanno potuti salutare per l’ultima volta con una cerimonia funebre perché attualmente vietata (tranne che la benedizione della salma al cimitero in forma privata).

Un’immagine che fa male, perché rappresenta il dramma nel dramma: non c’è più spazio al cimitero bergamasco e quindi queste persone saranno anche seppellite lontano dalle loro case e i loro affetti.

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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