Sfruttamento dei bambini, deforestazione, guerre e ribelli armati: il Congo è un vero e proprio inferno

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Poche ore fa l’ambasciatore italiano  Luca Attanasio ha perso la vita insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci, a causa di un terribile attentato subito dai due uomini nei pressi di Goma, nella Repubblica Democratica del Congo.

Un paese in cui purtroppo si vive una situazione drammatica, in cui a farne le spese sono i più deboli, come i bambini sfruttati sia nelle miniere che come soldati.

La morte dei due italiani riporta l’attenzione su un Paese che negli ultimi decenni ha vissuto una sorta di guerra africana con un bilancio tremendo, pari a 6 milioni di vittime, uccise da interessi economici declinati in vari modo: Coltan, avorio, oro, diamanti, cacao, olio di palma.

La guerra

Ma al di là della criminalità è una vera e propria guerra silenziosa quella che si sta consumando nel paese. Anche se nel 2017, c’è stata la firma degli accordi di cessate il fuoco tra il Governo ed i guerriglieri antigovernativi, la situazione è tutt’altro che tranquilla.

“La situazione della sicurezza è instabile in alcune Province del Paese, in particolare nell’Est (Province del Nord e Sud Kivu, Provincia Orientale, Katanga dove non è sconsigliato recarsi). Meno a rischio sono le Province occidentali e la capitale Kinshasa, dove, peraltro, sono frequenti episodi di criminalità comune, perpetrati da bande di strada, ma anche da elementi di forze armate, dei servizi segreti e della polizia” spiega la Farnesina.

Da quasi 30 anni, la parte orientale dove oggi sono stati barbaramente assassinati Attanasio e Iacovacci, il carabiniere, è il triste palcoscenico di una guerra che non conosce fine e che ha portato a circa 5 milioni di vittime.

Bambini soldato

©Shutterstock/anasalhajj

Il dramma dei bambini soldato

La Repubblica Democratica del Congo è uno dei paesi dove maggiore è lo sfruttamenti dei cosiddetti kadoga, i bambini soldato. Nei villaggi, i bambini dagli otto anni in su e a volte anche da prima vengono reclutati come combattenti, cuochi o facchini. Le bambine usate come schiave sessuali.

Per approfondire leggi anche: Bambini soldato: in 250mila abbracciano kalashnikov invece dei giocattoli

Coltan, la guerra dimenticata

Un minerale non a caso considerato “insanguinato” è alla base di un’altra guerra nel paese. Qui infatti trova posto l’80% delle riserve mondiali, in particolare nella regione nord-orientale di Kivu. Ed è il coltan una delle cause della guerra volta a controllarne la ricerca e l’estrazione.

Il Coltan è un minerale metallico formato dalla combinazione di columbite e tantalite. Molto resistente alla corrosione, si presenta sotto forma di sabbia nera, leggermente radioattiva, ed è divenuto negli ultimi anni un minerale strategico per l’economia mondiale, trovando impiego in tutti i dispositivi elettronici e soprattutto nelle apparecchiature hi-tech. Ormai si trova praticamente ovunque, nei cellulari, nei tablet, nei pc, nelle consolle dei videogiochi, nei sistemi satellitari, nelle telecamere, nelle macchine fotografiche.

Oltre al Coltan, anche il cobalto espone i lavoratori a polveri nocive che provocano malattie polmonari letali. Oltre la metà del cobalto che utilizziamo proviene da miniere non regolamentate della Repubblica Democratica del Congo, dove vengono sfruttati bambini, a cui non vengono nemmeno forniti dispositivi di protezione individuali.

Miniera cobalto Congo

Rischi ambientali, calamità naturali e deforestazione

A novembre 2019, il Ministero degli Affari Sociali ha indicato le aree maggiormente colpite dalle inondazioni lungo il corso del fiume Congo, a seguito delle recenti piogge torrenziali che hanno interessato l’intero territorio della Repubblica democratica del Congo. Sono state particolarmente colpite le zone del centro-nord (regioni del Likoula, Cuvette e Plateau) dove il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza umanitaria. Risulterebbero sfollate oltre 100.000 persone delle quali 50.000 sarebbero già state raggiunte dagli aiuti messi in campo dalle agenzie dell’ONU.

Dopo aver distrutto le foreste dell’Africa occidentale, da anni ormai l’industria del cioccolato ha cominciato a portare il suo modello in altre regioni della foresta pluviale come l’Amazzonia Peruviana, il bacino del Congo e le foreste dell’Asia sudorientale. E ci si fa spazio distruggendo la vegetazione presente.

Per approfondire leggi anche: Come il cacao illegale usato dalle multinazionali sta distruggendo le foreste della Costa d’Avorio

gorilla-guardia-parco

I gorilla di montagna e i loro protettori, barbaramente uccisi

Nel Parco di Virunga, uno dei polmoni verdi della Repubblica Democratica del Congo, vive una specie a rischio estinzione: è il gorilla di montagna. Preda del bracconaggio, tale creatura da decenni è protetto dai celebri rangers. Giovani eroici che mettono ogni giorno a rischio la loro vita per tutelare tali animali. Il Parco Nazionale dei Vulcani Virunga è la più antica area protetta africana, nata nel 1925 per difendere una biodiversità straordinaria tra cui un’importante popolazione degli ultimi 880 gorilla di montagna. Un’area di foreste e savana che si estende per 780 km.

Purtroppo centinaia di rangers sono stati uccisi per difendere il parco Nazionale dei Vulcani Virunga, gli ultimi proprio lo scorso mese di gennaio.

Per approfondire leggi anche: Difendevano i gorilla di montagna: uccisi altri 6 ranger nel parco di Virunga

Oggi il mondo si è accorto della Repubblica Democratica del Congo. Oggi l’uccisione del nostro ambasciatore squarcia il velo e porta all’attenzione problematiche sociali e ambientali che purtroppo denunciamo da tempo.

Fonti di riferimento:  Ambasciata italiana Congo,

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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