La pericolosa e sinistra moda di farsi i selfie a Chernobyl per postarli su Instagram

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Una macabra moda coinvolge Chernobyl. Blogger, modelli e influencer sempre più spesso visitano i luoghi oggetto del terribile disastro che sconvolse la cittadina.

Dopo la messa in onda della serie della HBO, sono aumentate le visite nell’area in cui si è verificato il peggiore disastro nucleare della storia. Molti dei visitatori ultimamente ne approfittano per immortalarsi e postare le foto sui propri canali social alla ricerca di Like.

Basta cercare Chernobyl su Instagram per trovare decine di immagini di giovani in pose tutt’altro che consone al luogo della tragedia.

Era il 26 aprile 1986 quando nella centrale, situata in Ucraina settentrionale (all’epoca parte dell’Unione Sovietica), a 3 km dalla città di Pripyat e a 18 km da Chernobyl ebbe luogo una fortissima esplosione, che provocò lo scoperchiamento del reattore e un enorme incendio. Una nuvola di materiale radioattivo fuoriuscì dal reattore e ricadde sulle aree intorno alla centrale, contaminandole gravemente e rendendo necessaria l’evacuazione e il reinsediamento in altre zone di circa 336mila persone. La nube radioattiva si spinse anche verso l’Europa orientale, la Finlandia e la Scandinavia, l’Italia, la Francia, la Germania, la Svizzera, l’Austria e i Balcani, raggiungendo anche il Nord America.

Pripyat venne abbandonata dopo la catastrofe e oggi è una città fantasma. Proprio lì molti influencer si stanno ritrovando a scattare foto in pose improbabili ma di certo poco rispettose dei tragici eventi che coinvolsero quei luoghi.

Forse non sanno – perché non è di loro interesse – che nessuno potrà più vivere a Pripyat per diversi secoli a causa della concentrazione di elementi radioattivi. Eppure, prima del disastro lì abitavano quasi 50mila persone.

Sprezzanti del pericolo, molti giovani si fotografano accanto agli animali, toccano i mobili rimasti nelle case o addirittura si spogliano in mezzo ai desolanti paesaggi.

Le foto non sempre sono apprezzate dagli utenti dei social che in molti casi mostrano indignazione, considerandole una mancanza di rispetto nei confronti delle vittime del terribile incidente nucleare, un po’ come quelle di altri instagramers nei campi di concentramento.

Luoghi che meriterebbero rispetto e dovrebbero indurre alla riflessione, non all’esibizionismo fine a se stesso.

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Francesca Mancuso

 

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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