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L’Indonesia dà il via libera alla castrazione chimica per gli abusi sessuali sui minori

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Svolta in Indonesia dove il presidente Joko Widodo ha introdotto una nuova legge che consentirà la castrazione chimica degli autori di reati sessuali su minori. La pratica prevede l’iniezione di una soluzione in grado di abbassare i livelli di testosterone nel tentativo di sopprimere gli impulsi sessuali.

Sempre più paesi stanno adottando decisioni di questo tipo per contrastare e punire chi si macchia di reati sessuali a danno dei bambini. Abusare sessualmente di un minore è un gesto inqualificabile, e l’autore secondo l’Indonesia merita questo trattamento.

Le nuove linee guida sono state firmate dal presidente Joko Widodo all’inizio di dicembre e daranno ai giudici la possibilità di aggiungere la castrazione quando si condanna qualcuno per aver abusato sessualmente di un bambino. Secondo le autorità ciò dovrebbe essere un deterrente.

In particolare, la pena può essere inflitta agli autori di violenza sessuale contro bambini, agli autori di reati che contemplano rapporti con bambini con violenza o minacce di violenza sessuale e che costringono i bambini ad avere rapporti con loro o con altre persone, autori di atti criminali e osceni nei confronti di bambini con violenza o minacce di violenza sessuale.

In realtà nel paese se ne parlava già dal 2016, quando un caso di stupro nei confronti di un bambino ha letteralmente scioccato il paese. Sebbene fosse tecnicamente consentito da allora, è stato solo nel 2019 che la castrazione è stata praticata su un uomo di East Java, condannato per aver violentato diversi bambini. Ma la difficoltà era trovare medici e strutture disposte a effettuare la castrazione. Da allora, il Governo ha lavorato fino all’attuale approvazione della norma, nonostante le proteste di associazioni e gruppi tra cui Amnesty International:

“L’abuso sessuale sui bambini è indescrivibilmente orribile. Ma sottoporre i criminali a castrazione chimica o esecuzioni non è giustizia, è aggiungere una crudeltà all’altra ”, aveva detto Papang Hidayat, ricercatore di Amnesty International per l’Indonesia. “La castrazione chimica forzata è una violazione del divieto di tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti ai sensi del diritto internazionale”.

Anche Rimmel Mohydin, attivista per l’Asia meridionale di Amnesty International è dello stesso avviso, come ha espresso qualche settimana fa quando la castrazione chimica è stata introdotta in Pakistan.

“Punizioni come questa non serviranno a riparare un sistema di giustizia penale imperfetto. Invece di cercare di distogliere l’attenzione, le autorità dovrebbero concentrarsi sul lavoro cruciale delle riforme che affronteranno le cause profonde della violenza sessuale e daranno ai sopravvissuti la giustizia che meritano e la protezione di cui hanno bisogno”.

Anche la Commissione nazionale sulla violenza contro le donne del paese si è espressa contro la nuova norma.

“Il governo non raggiungerà il suo obiettivo con la castrazione, perché la violenza sessuale contro i bambini avviene a causa di rapporti di potere squilibrati (tra colpevole e vittima) o per la percezione dei colpevoli nei confronti delle vittime”, afferma il commissario Siti Aminah Tardi. “Il controllo degli ormoni sessuali non porrà fine alla violenza sessuale”.

Secondo la nuova legge, la castrazione potrà essere eseguita per un massimo di 2 anni.

Fonti di riferimento: Detik, Amnesty International

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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