Da edificio sequestrato alla mafia a rifugio sicuro per senzatetto con cani. Apre a Milano la prima casa che accoglie persone e animali

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Da bene confiscato alla ‘ndrangheta a rifugio dedicato alle persone senzatetto accompagnate dai loro animali d’affezione: è l’iter virtuoso dello stabile milanese sito in via Ripamonti 580. L’edificio, composto da due piani, un terrazzo e un ampio giardino recintato presto ospiterà 50 utenti accompagnati dai loro amici a quattro zampe.

La struttura, confiscata nel 2010 al boss Pasquale Molluso, era stata occupata abusivamente e utilizzata come locale per scambisti. Poco più di un anno fa la villa è tornata sotto il controllo del suo legittimo proprietario, lo Stato, e, grazie alla decisione presa dal Comune di Milano, è pronta per diventare un bene destinato a scopi sociali.

Il rapporto speciale tra le persone senzatetto e i loro cani

In molti casi le persone senzatetto accompagnate dai cani non accettano l’ospitalità dei centri comunali, perché ciò comporterebbe abbandonare gli animali. Sembra strano che un essere umano in estrema povertà possa scegliere di rinunciare a un rifugio caldo e sicuro.

Tuttavia gli amici a quattro zampe significano tantissimo per queste persone. Spesso gli animali colmano la solitudine, e ciò è valido per qualunque persona, benestante o povera che sia. Il cane diventa quindi un amico irrinunciabile. Il legame è indissolubile.

Il rapporto con un cane, soprattutto per le persone più fragili, è anche terapeutico, poiché permette di non abbassare l’autostima, provando a se stessi di essere in grado di prendersi cura di un altro essere vivente.

Ospitalità per umani e animali

L’edificio già all’inizio del 2019 offriva un servizio di ricovero notturno per 50 ospiti, ma non era prevista l’accoglienza per gli animali.

Da oggi il centro, aperto 24 ore su 24, sarà sia un vera e propria casa sia un luogo in cui gli utenti svolgeranno percorsi di inclusione sociale, come borse di lavoro e tirocini professionalizzanti. La permanenza prevista per ogni ospite è di 6 mesi, con possibile proroga di altri 6 mesi, ma solo per chi vuole aderire al programma di inclusione sociale.

Non solo cura per le persone, ma anche per gli animali: nel centro lavoreranno medici veterinari e istruttori cinofili. A migliorare saranno così non solo le vite delle persone ma anche quelle dei loro amici a quattro zampe.

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Redattrice su temi della sostenibilità sociale e ambientale. Laureata con lode in filosofia, ha conseguito un master di II livello in Rendicontazione Innovazione e Sostenibilità. Ha maturato esperienza nella comunicazione e nell’organizzazione di eventi presso enti profit e no profit.
Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook