Caccia vietata nelle zone rosse, in quelle arancioni solo nel proprio Comune

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Zone rosse, arancioni e gialle: ormai da un paio di settimane l’Italia è suddivisa in aree relative a tre livelli differenziati di misure restrittive. In molti, quelli più interessati, si sono chiesti quale destino avrebbe con tali misure la stagione venatoria. Dove si può cacciare? Da nessuna parte nelle zone rosse, rimane invece possibile in quelle gialle. Ma se guardiamo i nostri cugini d’Oltralpe, da loro la caccia resta vietata ovunque.

È questa una questione che si erano posti i sostenitori della caccia, ovviamente, che avevano chiesto al Governo risposte specifiche riguardo alla possibilità di praticare o meno l’attività venatoria nelle zone gialle, arancioni e rosse. Ebbene, sulla pagina governativa “Domande frequenti sulle misure adottate“, sono comparse le risposte.

Il Dpcm 3 novembre 2020 individua tre aree, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, per le quali sono previste specifiche misure restrittive.

In base alle Ordinanze del Ministro della Salute del 4 novembre, 10 novembre e del 13 novembre sono ricomprese:

  • nell’Area gialla: Lazio, Molise, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Veneto;
  • nell’Area arancione: Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Puglia, Sicilia, Umbria;
  • nell’Area rossa: Calabria, Campania, Lombardia, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Valle d’Aosta.

È possibile praticare l’attività venatoria o la pesca dilettantistica o sportiva?

È questa la domanda posta sulla pagina della Presidenza del Consiglio dei Ministri e queste sono le risposte fornite in basse alle diverse zone:

  • ZONA GIALLA: “Sì, ovunque, rimanendo sempre all’interno dell’area gialla”
  • ZONA ARANCIONE: “Sì, ma solo nell’ambito del proprio Comune”
  • ZONA ROSSA: “No”

La caccia non rientra di fatto tra le attività che possono essere definite necessarie e per questo è sottoposta ai limiti introdotti dal nuovo Dpcm. Stop agli spari in Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria, mentre in Sicilia e Puglia i cacciatori non potranno uscire dal territorio del loro comune, limitando il loro impatto sugli animali selvatici. Per le altre regioni vige invece il divieto di spostarsi prima delle cinque del mattino. Questo porterà a un ritardo nell’avvio della caccia da appostamento agli uccelli migratori, riducendo anche il numero di animali uccisi da ogni cacciatore.

Insomma, bene ma non benissimo. Le limitazioni agli spostamenti daranno sicuramente un po’ di tregua a tutti gli animali selvatici almeno fino al 3 dicembre, e decine di migliaia di loro saranno risparmiati al sanguinario passatempo dei cacciatori.

Diffidiamo le regioni rosse e arancioni dal fare colpi di testa e autorizzare la caccia nonostante i chiari divieti e limitazioni. Si tratterebbe di un atto estensivo e non limitativo del nuovo decreto e per questo illegittimo”, ammonisce a questo proposito la Lav.

E in Francia…

In Francia sono sospese tutte le forme di attività venatoria fino al primo dicembre. Il provvedimento è stato annunciato su Facebook  dal presidente della Federazione francese della caccia, Willy Schraen.

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri / LAV

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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