Brasile, gli indios Gavião hanno donato oltre 600 chili di cibo alle famiglie bisognose messe in ginocchio dal coronavirus

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Patate dolci, papaia, manioca e zucca: sono questi alcuni degli alimenti che la tribù Gavião ha donato alle famiglie bisognose, affamate dagli effetti della pandemia della cittadina di  Ji-Paraná, comune brasiliano dello Stato di Rondônia.

Una catena di solidarietà a cui hanno aderito 15 famiglie indigene mettendo a disposizione il loro raccolto sfidando anche il rischio di contaminazione con l’unico obiettivo di raccogliere parte della produzione sostenibile di loro campi da donare ai bisognosi.

cibo donato indigeni

@Rede Amazônica/G1

Come ha dichiarato Josias Gavião al giornale brasiliano G1:

“In questo periodo di pandemia, ci sono persone bisognose che stanno soffrendo molto più delle altre. Noi abbiamo i nostri raccolti, le produzioni nella terra indigena dell’Igarapé Lourdes. Lì, i Gavião stavano già producendo e consegnando cibo all’interno del programma ministeriale, ma poi ci è venuta l’idea di dare il nostro contributo anche al comune, in modo che questo cibo possa essere distribuito direttamente alle famiglie bisognose del territorio “,

Il villaggiocovid conta quasi 1.000 indigeni e, al fine di fornire cibo in sicurezza, solo cinque di questi hanno viaggiato nell’area urbana di Ji-Paranà per ridurre il rischio di contaminazione da Covid-19 nella tribù:

Stiamo cercando di tutelare il più possibile la terra indigena, perché sappiamo che il rischio che corriamo è molto grande, gli assembramenti.  Andare in città ci rende più vulnerabili a questo virus”, ha affermato Josias.

Questo però non ha scoraggiato dall’aiutare il prossimo. I 600 chilogrammi di alimenti freschi, rigorosamente avvolti nelle foglie di banana, donati dalla tribù Gavião sono andati a beneficio di oltre 40 famiglie della città di Ji-Paranà, selezionate direttamente dal Comune.

Lasciati soli dal Governo e in balia del virus , i popoli indigeni stanno anche aiutando gli altri. A dimostrazione che la solidarietà, l’umanità e la sostenibilità di questi popoli ancestrali riesce ad andare oltre anche nelle peggiori situazioni.

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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