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Quest’anno per la prima volta un Presidente USA riconosce ufficialmente la Giornata dei Popoli Indigeni

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Celebrare il Columbus Day e, nello stesso giorno, onorare la memoria dei nativi americani e la loro resilienza. Ci prova Biden, che per la prima volta nella storia della “grande” democrazia americana si ricorda di una cosa: Cristoforo Colombo – e tutto ciò che ha comportato la “scoperta dell’America” – non ha rappresentato esattamente una benedizione per chi quelle terre già le abitava

Oggi riconosciamo anche la dolorosa storia di torti e atrocità che molti esploratori europei hanno inflitto alle nazioni tribali e alle comunità indigene, così, nella sua Proclamation on Columbus Day,2021, Joe Biden arriva inaspettatamente a un punto: far diventare il giorno in cui si celebra il Columbus Day – il secondo lunedì del mese di ottobre che quest’anno era ieri 11 ottobre – ufficialmente l’Indigenous Peoples’Day, in onore dei nativi americani.

Così Biden si fregia del titolo di primo Presidente degli Stati Uniti della storia a proclamare una festività federale dedicata ai popoli indigeni: la festa che commemora lo sbarco di Cristoforo Colombo è diventata anche occasione di memoria per l’espropriazione delle terre e il genocidio dei popoli nativi.

Facciamo in modo che oggi sia un giorno di riflessione, sullo spirito americano di esplorazione, sul coraggio e il contributo degli italo-americani attraverso le generazioni, sulla dignità e la capacità di reazione delle tribù dei nativi e delle comunità indigene, sul lavoro che ci resta da fare per realizzare la promessa di una Nazione per tutti – si legge nella dichiarazione diffusa alla fine della scorsa settimana. Il contributo che il popolo indigeno ha reso attraverso la storia è fattore integrante della nostra nazione, cultura e società. Oggi noi riconosciamo i sacrifici significativi fatti dai nativi per questo Paese e riconosciamo i molti contributi che apportano. È una misura della grandezza della nostra nazione il non cercare di nascondere questi episodi vergognosi del nostro passato, che noi fronteggiamo con onestà, portiamo alla luce e facciamo tutto il possibile per affrontarli.

Di fatto, in quell’ottobre del 1492 con l’arrivo di Cristoforo Colombo nelle terre americane per i nativi fu l’inizio della fine. Quello fu l’inizio di un massacro che si concluse soltantoo dopo la Prima Guerra Mondiale: oltre 500 anni di guerre durante le quali, in nome della colonizzazione, vennero maltrattati e uccisi milioni di esseri umani. L’invasione europea portò con sé malattie, morte, desolazione, saccheggio di risorse e di ricchezze naturali. Le popolazioni native rimaste furono ridotte in schiavitù, torturate, spogliate della loro terra, della loro cultura ed evangelizzate. Non un caso che, oggi, sono tantissime le città, come Los Angeles o San Francisco, e gli Stati, circa una ventina, come California o la Lousiana, che hanno hanno cancellato le celebrazioni del Columbus Day a favore dell’Indigenous People’s Day. 

La ciliegina sulla torta? Il Presidente Biden ha ripristinato la piena protezione di tre parchi “monumenti nazionali” Bears Ears, Grand Staircase-Escalante e Northeast Canyons and Seamounts che Donald Trump aveva ridimensionato in barba delle proteste dei popoli indigeni. 

QUI tutto il discorso di Joe Biden.

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Fonte: The White House

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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