A Bruxelles installata la prima cassetta della posta per salvare i neonati abbandonati

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Custodisce una culla termica, una ‘ruota degli esposti’ aggiornata ai tempi moderni

Una vera e propria cassetta della posta dove lasciare un bebè, una sorta di “ruota degli esposti” che si usava un tempo. Accade a Bruxelles, nel quartiere di Evere, dove una Ong ha ottenuto la possibilità di adottare la prima cassetta delle lettere, una “boîte à bébés”, che consentirà ai genitori che vogliono rinunciare al proprio figlio di lasciarlo in maniera del tutto anonima, ma in sicurezza.

Sarà poi la stessa Ong, Corvia, a ritirare il piccolo. Una pratica che può sembrare spietata, eppure per certe madri l’unica via possibile. Abbandonare un figlio appena nato non ha nulla di semplice ed esistono nel mondo diversi modi per farlo in maniera legale e consapevole.

Ci sono infatti diversi luoghi in cui è possibile abbandonare un bambino appena nato che, per i più svariati motivi, non è possibile tenere con sé.

La prima “cassetta della posta” arriva a Bruxelles dopo ben tre anni di contenzioso. Era infatti il 2017 quando il sindaco vietò l’istallazione del dispositivo. La Ong avviò così una procedura presso il Consiglio di Stato per annullare tale decisione, sostenendo che non incoraggiava l’abbandono dei minori ma “offriva la possibilità alle madri di lasciare il figlio in sicurezza”.

cassett bebè

©Corvia

Ci congratuliamo con noi stessi, perché ogni bambino dovrebbe avere diritto a un futuro”, ha detto a la portavoce di Corvia Mathilde Pelsers, sperando di aprire ufficialmente la “cassetta delle lettere” a inizio ottobre.

La controversa iniziativa esiste già negli Stati Uniti, dove all’inizio del 2019 sono state installate 13 cassette postali in cui lasciare i bambini tra gli stati dell’Indiana, Ohio e Arizona. Si tratta di un’iniziativa dell’organizzazione americana Safe Heaven Baby Boxes (SHBB) che cerca di ridurre i decessi causati dall’abbandono di neonati per strada, un progetto, fondato da Monica Kelsey nel 2016, che propone un’alternativa ai cosiddetti “paradisi sicuri” offerti dal governo, che richiedono l’identificazione delle madri che lasciano al loro interno i propri figli.

Le persone che prendono questa decisione difficile sono spesso molto giovani e non vogliono che nessuno sappia cosa è successo. Di fronte ai sentimenti di vergogna e di colpa che questo genera, molti scelgono di abbandonare i loro bambini davanti alle porte di ospedali, stazioni di polizia o stazioni dei vigili del fuoco”.

A differenza di quei casi, in cui i neonati possono rimanere fuori per lunghi periodi e morire di freddo o malnutrizione, le cassette postali progettate da SHBB hanno all’interno un allarme silenzioso che dà notifica di emergenza dopo i 30 secondi. Inoltre, le identità dei genitori vengono mantenute anonime.

Allo stesso modo la scatola posta a Bruxelles sarà aperta 24 ore su 24 e ha una piccola porta verde che, una volta aperta, rivela una piccola culla termica con una coperta su cui appoggiare il bambino. In essa sarà presente una busta con informazioni su Corvia e un pezzo unico di un puzzle con cui la madre potrà identificare il suo bambino in seguito, se lo desidera. L’apertura della porta verde fa scattare un allarme e avvisa il custode del baby box, che aprirà la scatola solo quando la persona che porta il bambino avrà chiuso la porta e se ne sarà andata. Ciò garantisce il completo anonimato. Poi viene contattato un medico per fornire le prime cure essenziali al bambino.

In Italia,  la legge consente alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’ospedale in cui è nato (DPR 396/2000, art. 30, comma 2) per assicurargli l’assistenza necessaria e anche la sua tutela giuridica. Il nome della madre rimane per sempre segreto e nell’atto di nascita del bambino viene scritto “nato da donna che non consente di essere nominata”.

Fonte: Corvia

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
Naturale Bio

Tè matcha per restare in forma: come introdurlo nella propria dieta

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook