Cucciolo di cane salvato da una scimmia

Bacha bazi, l’orrore dei bambini afghani vestiti da donna per essere stuprati

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Nati poveri, in Afghanistan, vestiti come donne, ballano per il resto della loro infanzia per compiacere i ricchi. Rapiti, violentati, drogati, i bacha bazi esistono ancora. Ma in tanti fanno finta di non vedere

Bambini e giovani ragazzi sfruttati anche sessualmente e ciò che è peggio è che è diffusa sin dai tempi antichi: è la pratica del bacha bazi, letteralmente i “bambini per gioco” (bacha bazi, in dari, una delle lingue ufficiali afghane, significa “giocare con i bambini”). In Afghanistan, molti minorenni maschi sono costretti a indossare abiti femminili e vengono sfruttati sessualmente da uomini molto più grandi di loro.

Un infimo tentativo di sostituire la presenza delle donne alle quali non è permesso ballare in pubblico (e che però vengono maltrattate ugualmente) e una pratica sì illegale ma che trova ancora i suoi rudimenti nelle antiche tradizioni locali. E che per questo è largamente accettata.

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Vestiti da donne come ballerini i bacha bareesh, i “ragazzi senza barba”, finiscono per essere oggetti sessuali per compiacere ricchi signori, spesso pashtun, che li comprano nel vero senso della parola promettendo alle famiglie – generalmente molto povere – soldi, alimenti o terre. Oppure li rapiscono. Alcuni di loro tengono diversi bacha e li usano come status symbol, un’esibizione delle loro ricchezze.

Hanno tutti tra i sette e i diciotto anni e se tentano di opporsi vengono violentati senza alcuna possibilità di denuncia. Anzi, in molti casi accade che siano loro stessi a essere condannati a morte per il reato di omosessualità, punito in Afghanistan.

E allora ballano e si piegano alla violenza sessuale, spesso drogati con oppiacei che vengono dati per renderli sottomessi.

Secondo un rapporto dell’Afghanistan Independent Human Rights Commission (AIHRC), le vittime vengono spesso picchiate, con gravi lesioni che, in alcuni casi, arrivano anche alla morte.

Ai tempi della guerra civile afghana i talebani dichiararono illegale il bacha bazi, perché incompatibile con la legge della Sharia. Dal 1993 fino all’invasione americana del 2001 la pratica era punibile con la morte, ma tornò poi in essere con il declino del regime talebano nel 2002, quando non furono più applicate dure punizioni. E non solo: il bacha bazi non veniva più messo in pratica solo da uomini ricchi o signori della guerra, ma anche dalle forze della polizia afghana. Una pericolosa complicità che ha praticamente reso non perseguibile questa forma di reato e che ha creato una serie di tangenti e rapporti con forze dell’ordine, pubblici ministeri e giudici assolutamente compiacenti.

Il governo afghano non è stato in grado, insomma, né tanto meno disposto, ad affrontare il problema. Dal 2017, il codice penale afghano riconosce la pratica del bacha bazi come illegale e la punisce da sette anni fino alla pena capitale. Ma, di fatto, la corruzione è talmente dilagante che nulla sta in piedi. Tranne l’indifferenza dei più.

Il sistema giudiziario è debole, la povertà è diffusa e ci sono migliaia di bambini per strada che cercano di guadagnarsi da vivere. Ora, con la presa dei talebani, la situazione cambierà sicuramente volto e lo scenario è costretto nuovamente a mutare.

Quel che è certo è che, per tutti, la situazione rimane ai limiti dei diritti umani.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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