Dove si vive meglio e di più? I Paesi con l’aspettativa di vita più lunga

aspettativa di vita

Come cambierà l’aspettativa di vita nei paesi del mondo? In media, nel 2040 si vivrà 4,4 anni in più. A fornire il quadro della situazione del prossimo ventennio è stato un nuovo rapporto, pubblicato dalla rivista The Lancet, in cui sono state considerate le scelte legate alla salute pubblica ma anche le decisioni politiche che potrebbero indirizzarci verso vari percorsi, il peggiore dei quali potrebbe vedere una diminuzione dell’aspettativa di vita in quasi la metà dei paesi del mondo.

Nel rapporto, i ricercatori hanno creato un modello che proietta i risultati sanitari e le principali cause di morte per l’anno 2040 in 195 paesi. Il modello si basava su uno studio precedente che esaminava tali fattori tra il 1990 e il 2016. Inoltre, il nuovo rapporto ha tenuto conto di 79 indicatori legati alla salute tra cui il fumo, l’indice di massa corporea, l’acqua pulita e le buone condizioni igienico-sanitarie, insieme ad altre variabili, come misurazioni della fertilità, reddito e istruzione.

A quel punto, i ricercatori hanno delineato tre diversi scenari: una previsione “più probabile”, uno scenario di “salute migliore” e uno scenario di “salute peggiore”. Secondo lo scenario “più probabile”, le prime 8 cause di morte precoce nel 2040 dovrebbero essere:

  • ischemia
  • infarto
  • infezioni delle basse vie respiratorie
  • broncopneumopatia cronica ostruttiva
  • malattia renale cronica
  • morbo di Alzheimer
  • diabete
  • lesioni stradali

In Italia il 2040 vedrà un aumento dell’aspettativa di vita media, passando da 82,3 anni (dato relativo al 2016, che vede l’Italia al 7° posto nella classifica mondiale di longevità) a 84,5 anni. Anche nel peggiore dei casi non vi sarà alcun cambiamento e l’età media continuerà ad aggirarsi sugli 80 anni. Le cause di decesso principali in Italia saranno quelle relative alla demenza, che supereranno i morti per infarto.

In generale, nello scenario di miglior salute, 158 paesi vedranno un miglioramento dell’aspettativa di vita di almeno cinque anni, mentre 46 nazioni potrebbero vedere guadagni di 10 anni o più. L’aspettativa di vita globale potrebbe aumentare in media di 4,4 anni per gli uomini e per le donne entro il 2040. Giappone, Singapore, Spagna e Svizzera avevano un’aspettativa di vita prevista superiore a 85 anni per entrambi i sessi e 59 paesi, tra cui la Cina, dovrebbero superare un’aspettativa di vita di 80 anni entro il 2040. Allo stesso tempo, Repubblica Centrafricana, Lesotho, Somalia e Zimbabwe avranno aspettative di vita al di sotto dei 65 anni nel 2040.

vita aspettativa

In uno scenario di salute “peggiore”, l’aspettativa di vita diminuirà in quasi la metà di tutti i paesi. Nello specifico, 87 paesi subiranno un calo e 57 vedranno un aumento di un anno o più. Al contrario, nello scenario “migliore”.

“Il futuro della salute del mondo non è preordinato, e c’è una vasta gamma di traiettorie plausibili”, ha detto il dott. Kyle Foreman, direttore di Data Science presso l’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) dell’Università di Washington e autore principale dello studio. “Ma se vediamo progressi significativi o stagnazione dipende da quanto bene o male i sistemi sanitari affrontano i principali fattori di salute”.

I primi cinque fattori di salute legati alla mortalità prematura sono l’ipertensione, l’alto indice di massa corporea, l’alto livello di zucchero nel sangue, l’uso di tabacco e l’uso di alcool. L’inquinamento atmosferico è al sesto posto.

Oltre alla Cina, nel 2040 ci si aspetta che molte altre nazioni aumentino la loro aspettativa di vita. Si prevede che la Siria crescerà di più nel ranking mondiale passando dal 137° posto del 2016 all’80° nel 2040. Miglioramenti anche in Nigeria e in Indonesia.

Ad oggi, però, le classifiche mostrano che la Spagna sarà al primo posto nel mondo nel 2040 (durata media della vita di 85,8 anni), in aumento rispetto al 4° del 2016 (vita media di 82,9 anni). Il Giappone, al primo posto nel 2016 (vita media 83,7 anni), scenderà al secondo posto nel 2040 (vita media 85,7 anni).

Ecco la top 10 per il 2040

  1. Spagna
  2. Giappone
  3. Singapore (durata media 85,4 anni) rispetto a 83,3 anni nel 2016
  4. Svizzera (vita media 85,2 anni), rispetto a 83,3 anni nel 2016 e al 2° posto
  5. Portogallo (vita media 84,5 anni), rispetto a 81,0 anni nel 2016 e alla 23° posizione
  6. Italia (durata media 84,5 anni), rispetto a 82,3 anni nel 2016 e alla 7° posizione in classifica
  7. Israele (durata media 84,4 anni), rispetto a 82,1 anni nel 2016 e al 13° posto
  8. Francia (durata media 84,3 anni), rispetto a 82,3 anni nel 2016 e conferma dell’8° posizione
  9. Lussemburgo (durata media 84,1 anni) rispetto a 82,2 anni nel 2016 e 10° posizione
  10. Australia (durata media 84,1 anni), rispetto a 82,5 anni nel 2016 e al 5° posto.

Tra le prime 10 nazioni, anche nei loro scenari “peggiori” nel 2040 si vivrà più di 80 anni.

Situazione diversa per molti paesi africani che continuano ad avere i peggiori tassi di morte prematura, dalla Repubblica Centrafricana al Lesotho. Ecco la classifica dei paesi con l’aspettativa di vita più bassa

  1. Lesotho 57,3
  2. Repubblica Centrafricana 58,4
  3. Zimbabwe 61,3
  4. Somalia 63,6
  5. Swaziland 65,1
  6. Afghanistan 65,2
  7. Kiribati 65,7
  8. Stati federati di Micronesia 66,2
  9. Papua Nuova Guinea 66,3
  10. Isole Salomone 66,5

“Le diseguaglianze continueranno a essere grandi”, ha detto Christopher Murray. “Il divario tra gli scenari migliori e quelli peggiori si restringerà, ma sarà comunque significativo. In un numero considerevole di paesi, troppe persone continueranno a guadagnare redditi relativamente bassi, rimarranno scarsamente istruite e moriranno prematuramente. Ma le nazioni potrebbero fare progressi più rapidi aiutando le persone ad affrontare i principali rischi, in particolare il fumo e una dieta povera”.

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Francesca Mancuso

Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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