Anche l’Università si fa green

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Dall’iniziativa di un gruppo di studenti dell’Ateneo Luiss “Guido Carli” il 15 maggio è ufficialmente sorto il progetto della prima Green University italiana. I giovani universitari si sono riuniti lo scorso aprile nell’Associazione Luiss Sostenibile per dare una svolta ecocompatibile al campus romano, col pieno sostegno dei suoi vertici.

Accanto a seminari e incontri dedicati ai temi dell’ambientalismo sono già stati avviati alcuni comportamenti concreti, una sorta di vademecum “eco-friendly”: la stampa fronte/retro dei documenti nelle aule di informatica per ridurre i consumi di carta e l’installazione nella mensa dei distributori di bibite “alla spina” per limitare l’utilizzo di lattine e bottigliette di plastica.

Entro il prossimo anno, inoltre, saranno potenziate ulteriormente la raccolta differenziata, il risparmio della risorsa acqua (incentivando il consumo di quella proveniente dai rubinetti) e la sostenibilità della mensa stessa, introducendo cibi biologici. Il fine è quello di ottenere l’efficienza energica, attraverso il consumo critico, il ricorso a tecnologie migliori e la realizzazione di un efficace isolamento termico.

Anche le pulizie dei locali dovranno essere il più possibile ecologiche e sarà promosso l’utilizzo di biciclette, normali ed elettriche, e del car pooling (percorrendo cioè il tragitto dall’abitazione all’Università insieme ad altri colleghi). Tutte queste attività saranno affiancate da un’intensa campagna d’informazione e sensibilizzazione, anche tramite cineforum. La Luiss Sostenibile – il cui motto è Se non ora, quando? Se non io, chi?” – ha sfruttato immediatamente le opportunità del web 2.0, dando vita a un blog, un forum e un gruppo su Facebook.

 

Com’è nata nel concreto l’idea di una campus più verde? Elena Schirinzi e Francesco Graziano sono riusciti tramite Antonio De Napoli, rappresentante degli studenti, a portare nel Consiglio d’Amministrazione della Luiss alcune istanze di sostenibilità, in primis la raccolta differenziata. Ben presto si è delineato un progetto di più ampio respiro, grazie all’appoggio di nuovi sostenitori, poi suddivisi per aree di riferimento. “Abbiamo scelto di vivere la speranza di un mondo migliore – si legge nel manifesto dell’Associazione – e di non abbandonarla all’attesa di un fiabesco intervento di eroi a lungo invocati… Noi crediamo nella responsabilità quale necessario complemento della libertà di cui godiamo… Essere sostenibili vuol dire dunque guardare al futuro“. 

È importante sottolineare come questa iniziativa sia sorta nell’ambito accademico, tradizionalmente votato alla trasmissione e alla produzione di cultura. La diffusione di un nuovo stile di vita rispettoso dell’ambiente all’interno di un Ateneo potrà contribuire allo sviluppo della ricerca per fronteggiare le grandi sfide della contemporaneità: cambiamenti climatici, energie pulite, consumi razionali, mobilità sostenibile. Si auspica che un simile progetto si riveli “contagioso” e che i futuri laureati possano impiegare la consapevolezza ecologica acquisita nelle professioni di domani.

Simona Calissano

Si ringraziano Francesco Graziano e Martina Rogato.


Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook