Agitu aveva un sogno. Facciamolo vivere: aiutiamo le sue amate capre

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E’ stata barbaramente assassinata a soli 42 anni, dopo una vita difficile ma che aveva saputo mettere a frutto diventando un esempio di integrazione. Agitu, la regina delle capre, com’era stata soprannominata è stata uccisa il 29 dicembre scorso ma il web si sta mobilitando per aiutare gli animali che Agi tanto amava.

L’amore che aveva saputo dimostrare durante la sua vita, la generosità, la voglia di prendersi cura del territorio che l’aveva adottata, l’Alto Adige. E’ questa l’eredità lasciata da Agi, come la chiamavano gli amici. Ma oggi le sue 180 capre sono rimaste orfane. Per questo è stata lanciata una raccolta fondi per tenere in vita il suo sogno.

Agitu era scappata dalle violenze e gli scontri in Etiopia ed era arrivata in Trentino nel 2010. Poi si è laureata in Sociologia a Trento e si è specializzata in arte casearia in Francia. Come pochi hanno fatto prima di lei, la donna aveva amalgamato mondi, culture, persone, saperi. Aveva iniziato con sole 15 capre di razza pezzata mochena e camosciata ma ora ne aveva 180 e grazie a “La Capra Felice”, azienda agricola biologica dove coltivava anche ortaggi, produceva uova e una linea cosmetica, si guadagnava da vivere vendendo i prodotti del suo lavoro.

“Il sogno di Agitu oggi è rimasto orfano. Non ha più chi se ne prende cura, chi lo alimenta con la passione e la fatica quotidiane, con la capacità di trasformare l’umiltà in grandezza. Oggi dobbiamo essere noi a unirci per lei e nel suo nome, facendoci carico dei suoi umili grandissimi sogni. Della creativa ed energica pastora della valle dei Mocheni non vogliamo ricordare la morte violenta, ma le idee e le capre felici, nonostante tutto” si legge nella raccolta fondi lanciata su Gofundme.

In questi giorni Agitu avrebbe compiuto 43 anni ma la sua giovane vita è stata brutalmente stroncata.

“Agitu Ideo Gudeta aveva un sogno. Un sogno umile eppure grandissimo. Umile perché aveva messo radici nelle terre incolte di una valle appartata del Trentino. Umile come la capra pezzata mochena in via d’estinzione di cui aveva deciso di prendersi cura. Dalle terre incolte, dalle capre era nato il grande sogno di Agitu, alimentato – come lei ha spesso raccontato – dall’amore: amore per il lavoro, amore per gli animali, amore per il territorio e per un formaggio che cambia il suo sapore e il suo profumo a seconda delle stagioni e della zona di pascolo”.

A soli due giorni dal lancio, la raccolta fondi ha quasi raggiunto il target: nel momento in cui vi scriviamo siamo a 76.000 euro circa, manca poco al target di 80mila. Grazie al denaro donato, La Capra felice continuerà a esistere. A prendersi cura dell’attività di Agitu saranno i suoi amici e collaboratori:

“La sua sapienza nell’arte casearia deve trovare nuovi eredi. A giorni nasceranno i capretti che Agitu allevava con tanta passione. Queste nuove vite chiedono cure e attenzioni, quelle che Agitu non può più dare” si legge su GofundMe.

I fondi inoltre saranno usati anche per aiutare la famiglia a far fronte alle spese del trasferimento della salma in Etiopia.

Fonti di riferimento: GoFundMe

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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