Pigmei picchiati e torturati dalle ecoguardie armate. L’Onu apre un’indagine

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Pigmei picchiati e torturati dalle ecoguardie armate. Ora a indagare sono le Nazioni Unite, che hanno inviato i loro commissari per un’indagine formale.

Sotto la lente, gli abusi e le violazioni dei diritti umani ai danni delle tribù indigene dell’Africa centrale denunciate da tempo da Survival International. Questa è la prima volta che la Nazioni Unite indagano su un progetto simile. E quello che sta emergendo sarebbe davvero scioccante.

Secondo quanto riportano i risultati preliminari dell’indagine Onu, svelati in un’inchiesta esclusiva di The Guardian, le testimonianze locali parlano di storie di abusi e violenza sui pigmei Baka che vivono a Messok Dja, costretti a convivere tra traumi e sofferenze indicibili. Lo rivelano i giornalisti inglesi, entrati in un possesso di una copia.

Pigmei Baka picchiati e abusati

Dai documenti in mano a The Guardian emerge che guardaparco, in parte finanziati dal WWF per proteggere la fauna selvatica nella Repubblica del Congo, avrebbero picchiato e intimidito centinaia di pigmei Baka che vivono nelle foreste pluviali. Gli investigatori del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) arrivati sul luogo per valutare le accuse di violazione dei diritti umani mosse da Survival, ritengono “credibili” le prove raccolte da diverse fonti sul fatto che le tribù Baka erano state oggetto di violenza e abusi fisici da parte delle guardie nel corso degli anni. Ma anche di sfratti, vittime di incendi, confisca di cibo e distruzione delle loro proprietà.

“Ci sono notizie di uomini Baka portati in prigione e di torture e stupri all’interno del carcere. La vedova di un uomo di Baka ha parlato del fatto che suo marito era stato così maltrattato in prigione che poi era morto poco dopo la sua liberazione. Era stato trasportato in prigione in un veicolo contrassegnato dal WWF “, si legge nel rapporto citato da The Guardian.
“La violenza e le minacce stanno portando a traumi e sofferenze nelle comunità di Baka. Tutto ciò contribuisce anche alla loro emarginazione e impoverimento”.

E ancora: “Ci vietano di andare nella foresta. Se facciamo accampamenti nella foresta, le eco guardie li bruciano. Molti Baka sono morti. I bambini stanno rimanendo pochi. Abbiamo cercato di raccontare le nostre difficoltà al WWF ma si interessano. Ci dicono solo che non possiamo andare nella foresta”.

“I pestaggi coinvolgono allo stesso modo uomini, donne e bambini. Altri rapporti riferiscono di eco-guardie che puntano una pistola a un Baka per costringerlo a picchiarne un altro. Altri raccontano di eco-guardie che tolgono i machete ai Baka, per poi picchiarli con quegli stessi machete. Vi sono segnalazioni di eco-guardie che costringono le donne Baka a spogliarsi e a rimanere “nude come bambini”. La riluttanza culturale da parte delle donne a parlare di questi episodi era palpabile, fatta eccezione nel dichiarare di aver subito vergognose ‘umiliazioni’”.

Il progetto

Questo enorme piano di conservazione, il progetto Tridom 11, dal valore di 21,4 milioni di dollari nel nord del Congo, è stato avviato nel 2017 con fondi del WWF, dell’UNDP (Piano di conservazione delle Nazioni Unite), della Commissione europea, dei governi degli Stati Uniti e congolesi e del Global Environment Facility.

Il luogo è Messok Dja, un’enorme foresta ricca di biodiversità e fauna selvatica tra cui elefanti, gorilla e scimpanzé, ed è abitata dalle tribù semi nomadi Baka da millenni.

La loro colpa è quella di vivere qui.

Fonti: The Guardian, Survival International

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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