coca bolivia

Le foglie di coca non sono cocaina. Una deroga per la "masticazione delle foglie di coca" da parte delle Nazioni Unite fa rientrare la Bolivia nella Convenzione unica del 1961 sugli stupefacenti, non vincolando più il Paese al divieto che aveva colpito i diritti costituzionali dei boliviani, da secoli tradizionalmente consumatori delle foglie della pianta tropicale come energetico naturale.

Al contrario di quanto si pensi comunemente, infatti, il consumo di foglie di coca tramite masticazione non produce nessun effetto importante sul comportamento, visto che l'assorbimento sublinguale diluisce molto l'assorbimento nel tempo. Se assunta in questo modo, hanno sempre detto gli andini, i suoi effetti sono più o meno indistinguibili da altri stimolanti, come la caffeina.

Eppure l'anno scorso 15 Paesi, inclusi Stati Uniti, Regno Unito, Italia, Canada, Svezia e Russia, sono intervenuti contro la concessione fatta al Paese Sudamericano. "Lo Stato della Bolivia si riserva il diritto di consentire sul proprio territorio la masticazione delle foglie di coca tradizionale per il consumo e l'uso al suo stato naturale per uso medico, così come il commercio, la coltivazione e il possesso di foglia di coca nella misura necessaria per tali scopi legittimi. Le Nazioni Unite hanno approvato il 10 gennaio la richiesta della Bolivia di ricongiungersi alla Convenzione, anche se resta vietata la commercializzazione all'estero", ha detto il presidente boliviano Evo Morales , sottolineando che per la prima volta la diplomazia boliviana è riuscita a far cambiare la posizione di un'organizzazione internazionale.

"La Bolivia – ha aggiunto Morales- non aveva mai avuto il coraggio di cambiare standard, convenzioni o trattati internazionali, sicuramente continueremo ad avere successo. Continueremo a cambiare le regole internazionali che arrecano danno ai boliviani e agli altri popoli del mondo, perché quando gli accordi violano i diritti del popolo, la gente deve alzarsi e farsi valere. La nostra cultura ha vinto, la nostra identità ha trionfato, le foglie di coca, che rappresentano la cultura andina, hanno trionfato. Però, se vogliamo essere responsabili verso la vita e verso l'umanità, non ci può essere una produzione incontrollata di coca perché sappiamo che una parte di essa viene dirottata verso il mercato illegale".

Dopo questa importante vittoria, festeggiata con una marcia di mille persone a La Paz, ora i "cocaleros" puntano dritti verso l'industrializzazione della produzione di foglie di coca e la depenalizzazione del loro consumo in tutto il mondo. Il successo della Bolivia, inoltre, segna la strada da seguire anche per gli altri Paesi, come Argentina, Colombia e Perù, dove l'uso tradizionale della foglia di coca è consentito e le cui leggi nazionali sono attualmente in contrasto con le convenzioni internazionali.

Roberta Ragni

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