sigarette_spente_nella_sabbLa nostalgia che accompagna il finire dell'estate è un sentimento comune a molti. Il mare, i bagni, il sole e le abbronzature sono certamente gli aspetti che più mancheranno al nutrito popolo dei vacanzieri. Di una cosa, però, si è certi non si sentirà per nulla la mancanza: le innumerevoli sigarette che ogni estate vengono spente, con noncuranza dai bagnanti, sulle molte spiagge della nostra penisola.

Il periodo di villeggiatura, appena concluso, ha visto sempre più fumatori compiere tale gesto vandalico, magari in buona fede e con beata ignoranza, non sapendo affatto quanto sia lungo il processo di smaltimento per l'ambiente dei tanti "mozziconi" gettati. Esteticamente non c'è nulla di più schifoso di vedere spiagge lastricate di sigarette spente e non è affatto solo una questione di "occhio". Un mozzicone ci mette da uno a cinque anni per degradarsi, recando ugualmente gravissimi danni all'ambiente.

A tal proposito Angelo Vassallo, sindaco di una località balneare della Campania Pollicca-Acciaroli, paradossalmente "infiammato" dalle molte sigarette spente incontrate sul proprio litorale ha deciso di prendere un provvedimento drastico per tutelare la nefasta pratica. Sancendo delle contravvenzioni fino a mille euro, ha deciso di punire tutti i viziosi del tabacco che proveranno a spegnere e abbandonare le proprie sigarette sulle spiagge del comune campano. Vietare e proibire non sono certo pratiche che prendono appieno le nostre simpatie, ma come per un bambino estremamente vivace uno schiaffone ogni tanto serve, crediamo che una condotta esasperante non possa essere arginata se non con provvedimenti cosi ferrei. Come si dice a male estremi, estremi rimedi.


Oltre al provvedimento legislativo, il primo cittadino del comune in provincia di Salerno si impegnerà ad una campagna di sensibilizzazione all'acquistare i cosiddetti Pat (Pocket Ash Tray), posacenere portabili che si potranno svuotare una volta tornati a casa.

Il problema è, essenzialmente, di natura educativa. Molti firmatari di questa brutta abitudine non immaginano minimamente che tipo di danni ambientali questa azione possa portare. È come se fosse la degna conclusione della propria fumata: si finisce la sigaretta e dopo di che si getta, con totale naturalezza, a terra. Il problema, inoltre, non è da rilegare esclusivamente al contesto balneare. Un mozzicone è un oggetto inquinante, un materiale non riciclabile e, per questo motivo, va gettato sempre in un cestino e non lanciato o spento sul suolo.

La politica repressiva adottata dal sindaco di Pollicca-Acciaroli, speriamo svolga innanzitutto monito per l'opinione pubblica per sensibilizzare e frenare una pratica estremamente dannosa per l'ambiente. Quest'estate di provvedimenti drastici ne sono stati presi diversi: dal divieto di sedersi sugli scalini nel centro di Pordenone, a quello di bandire il consumo di bevande alcoliche nelle piazze della capitale, passando per quello di vietare di passeggiare a petto nudo in alcune località marittime. Quando si frena la libertà effettivamente è lecito storcere il naso, ma quando si vieta e multa una pratica inquinante e incivile, forse è il caso di essere favorevoli. Ah dimenticavo... in realtà una soluzione capace di mettere tutti d'accordo (ambiente, sindaco, cittadino e "portafoglio") senza dove instaurare metodi da "tolleranza zero" c'è ed è semplicissima: smettere di fumare.

Alessandro Ribaldi


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