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Grazie ad un’urna funeraria biodegradabile ed a nuovi metodi di sepoltura sostenibile, in alcuni Paesi esteri è possibile optare per una cerimonia funebre all’insegna della sostenibilità ambientale, per sé o per i propri cari, alla ricerca di un rinnovato ed eterno contatto con la Terra. In una sorta di rituale di rigenerazione, ciò che resta del nostro corpo fisico potrà entrare rapidamente a far nuovamente parte del ciclo vitale su cui si basa l’esistenza di tutti gli esseri viventi presenti sul nostro Pianeta.

L’argomento morte nella nostra società è ancora un vero e proprio tabù. Il termine stesso viene spesso sostituito da alcuni sinonimi, quali “scomparsa” o “dipartita”. Di frequente, riferendosi ad una persona cara che non c’è più, si dice che è “passata a miglior vita”. Eppure, con la conclusione del nostro percorso sulla Terra prima o poi tutti dovremo fare i conti. Quali potrebbero essere le ultime volontà di chi per tutta la propria esistenza si è impegnato a comportarsi nel pieno rispetto del Pianeta?

Coloro che credono nella reincarnazione, ad esempio, potrebbero essere affascinati dalla possibilità che le proprie ceneri possano contribuire alla nascita di un nuovo essere vivente. Il designer spagnolo Martin Azua ha così pensato di progettare un’urna biodegradabile in grado di agevolare la restituzione delle ceneri alla Terra. Da esse potrà in seguito nascere un albero.

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All’interno dell’urna è infatti possibile inserire il seme di un albero a propria scelta, a secondo del luogo che si sceglierà per la sepoltura della stessa ed in base alle proprie preferenze personali. L’involucro dell’urna, battezzata dal suo inventore Bios Urn, è costituito da materiali quali cellulosa, torba e gusci di noci di cocco, che ne garantiranno la completa biodegradabilità. Il seme, una volta che l’urna sarà stata sepolta inizierà a germogliare e crescerà, fino a dare vita all’albero prescelto.

All’estero un simile rituale rientra tra quelle che vengono definite “green burials”, cioè “sepolture verdi”. In Svezia, ad esempio, la biologa Susanne Wiigh-Mäsak è tra i sostenitori di un nuovo metodo di sepoltura ecologica, basato sul congelamento dei cadaveri prima della loro sepoltura e su alcuni trattamenti ad ultrasuoni che ne faciliterebbero la decomposizione in modo che essi possano tramutarsi in una sorta di compost in grado di arricchire un terreno sul quale potranno essere piantati alberi o altre specie vegetali, a seconda dei desideri precedentemente espressi dal defunto.

Susanne Wiigh-Mäsak si trova a capo della società Promessa AB, che si occupa di studiare i migliori metodi di sepoltura nell’ottica di un maggior rispetto nei confronti dell’ambiente. La modalità di sepoltura sopracitata garantirebbe l’esclusione dell’impiego di qualsiasi sostanza inquinante e si distinguerebbe dalla cremazione per il fatto di non provocare alcuna emissione di eventuali gas nocivi.

In Italia ogni cittadino ha la possibilità di optare per una cerimonia laica o religiosa, per la sepoltura o per la cremazione, con possibilità di dispersione in natura, rendendo note le proprie volontà tramite testamento. Le disposizioni in merito possono variare a seconda delle regioni o dei comuni di appartenenza. Maggiori informazioni possono essere reperite contattando la locale Società per la Cremazione (Socrem).

Marta Albè

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