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Stop agli acquisti folli, allo shopping, al consumismo cieco. Durante tutto il 2012 acquisti pari a zero, tranne per ciò che è finito, liso o consumato. Per il resto, via libera alle soluzioni creative in vista di una decrescita felice, come imparare a cucire, rattoppare, sistemare, utilizzare fino a fondo, barattare, prendere in prestito, reinventare, riciclare. Obiettivo? Dimostrare, agli altri e a sé stessi, che la felicità non consiste in un accumulo di cose su cose, dogma centrale della cultura del consumo. È questa l’appassionante sfida dell’imprenditrice newyorkese Meg Hourihan, che si è impegnata da inizio anno in un’impresa semplice, ma affatto scontata: comprare solo cose di cui ha realmente bisogno.

Meg racconta la sua impresa attraverso il blog “Make it do”: tutto nasce quando un giorno si accorge di avere un buco nel suo paio di pantofole. La scoperta la porta a fare quello che avrebbe fatto la maggior parte di noi, cioè comprare un paio di ciabatte nuove. Le ordina, ma, quando arrivano, racconta, “mi si è accesa la lampadina”. Le sue vecchie pantofole erano perfettamente funzionanti e quel foro non ne aveva affatto compromesso l’utilizzo. Così, decide di iniziare a utilizzare tutto ciò che già possiede, oppure di farne a meno ogni volta che le è possibile, senza ricorrere all’acquisto di nuovi oggetti.

Stila così sul sito creato per il progetto delle linee guida, ispirandosi ad un modo di dire inglese che recita “Use it Up, Wear It Out, Make it Do, Do Without”, che in italiano potrebbe suonare come “finiscilo tutto, consumalo a fondo, fallo bastare o fanne a meno”. Il che, spiega Meg, può comprendere anche delle eccezioni, tutte puntualmente documentate, come il concedersi qualche vacanza o un pasto fuori casa ogni tanto con il marito. Vediamole una per una:

Use it up (finiscilo tutto):

Se qualcosa che uso finisce o si esaurisce, posso riacquistarla. Questo include sia il cibo che i prodotti di cosmesi e make-up, (un prodotto che viene utilizzato regolarmente può essere comprato, ma andare da Sephora e comprare tre rossetti nuovi non è consentito)”.

Wear it out (consumalo a fondo):

Le scarpe da ginnastica sono le uniche scarpe che possono essere acquistate, perché rappresentano un particolare tipo di scarpa. Ma, in generale, se qualsiasi altro tipo di scarpa si consuma, non posso acquistarne un altro paio prima di aver consumato tutte le scarpe che ho già. Se tutte le mie mutande cadranno a pezzi durante l'anno, allora credo proprio che potrò comparare qualcuna. Ma mi sembra davvero improbabile”.

Make it do (fallo bastare):

Questo è ciò che farò della mia vita. O almeno è quello che mi aspetto di fare”.

Do without (fanne a meno):

Ho così tante cose che mi risulta difficile immaginare che dovrò fare a meno di qualcosa. Se voglio un libro, posso andare in biblioteca o chiederlo in prestito da un amico. Posso accettare doni, anche se i regali non possono diventare una via di fuga per ottenere tonnellate di roba. Forse posso barattare un pezzo di tessuto per una matassa di lana, o qualcosa del genere”.

Alcune eccezioni:

Le esperienze non fanno parte di questo progetto. Abbiamo un paio di vacanze pianificate, ma non prevedono shopping o acquisti mentre siamo lì. Il mio abbonamento in palestra “finirà” ogni mese e io continuerò a rinnovarlo. L'esercizio fisico è fondamentale per la mia salute mentale e fisica. Anche andare fuori a cena con mio marito non è vietato. Ma tutte le altre cose che risultano incomprensibili non sono consentite: niente acquisti di MP3, nessun eBook.

I miei figli sono giovani e in continua crescita, avranno bisogno di vestiti nuovi nel corso dell’anno. Realizzo molti vestiti a mano per loro e prevedo di acquistare altro tessuto per continuare a farlo. E, sempre per loro, mi piace comprare articoli su spedizione . Ma in generale, i miei bambini non fanno parte di questo progetto, entro limiti ragionevoli. Nessuno di loro, piccolo o adulto che sia, avrà dei jeans firmati!

Anche i regali sono esenti. Posso acquistare regali per gli altri, anche se comunque sono da sempre una grande produttrice di doni fai da te. Così, mi è permesso acquistare materiali per fare i regali, come la lana per realizzare le sciarpe o i tessuti per fare cuscini e gonne”.

Insomma, da quanto racconta se ne può dedurre che non sarà un’impresa priva di difficoltà, soprattutto in una società che incoraggia costantemente a continuare a comprare. E a comprare. E a comprare. Eppure, “quando il gioco si fa duro, i duri incominciano a giocare” e Meg Hourihan ha tutta l’aria di fare sul serio. Allora, augurandoci che in molti possano imitare la sua impresa, non possiamo che concludere con un grande “in bocca al lupo, Meg!”. E, in fondo, se ci pensate, seguire il suo esempio non è poi così difficile....

Roberta Ragni

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