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L'esigenza di andare oltre alla valutazione meramente economica del pil dei vari Stati, attraverso un indice che consideri anche gli aspetti legati al benessere e all'ambiente, non è cosa nuova. Ma è sicuramente originale il modo in cui l'Ocse ha reso noti i risultati dell'ultimo Better Life Index, che grazie alle nuove funzionalità interattive permette di tastare il polso del proprio paese, confrontadolo con quelli degli altri stati.

Ma vogliamo davvero saperlo, considerato che l'Italia risulta sempre bastonata da tali comparazioni? Beata l'ignoranza, verrebbe da pensare, ma noi vogliamo essere al corrente di cosa va e di cosa non va secondo l'Ocse. I parametri presi in esami sono stati 11: abitazione, reddito, lavoro, vita comunitaria, educazione, ambiente, governance, sanità, soddisfazione personale, sicurezza ed equilibrio vita/lavoro.

Cominciamo dall'unico dato positivo che riguarda le condizioni economiche delle famiglie italiane: il nostro reddito medio è pari a 24.383 dollari (nel 2008), superiore alla media Ocse, ma sempre lontano da quello raggiunto dai cittadini del Lussemburgo, al primo posto con 44mila dollari. Per il resto non va tanto bene. Si parte con l'occupazione, piuttosto debole, considerato che ha un lavoro solo il solo 57% della popolazione attiva. Peggio se si è donne: appena il 49% delle mamme lavora dopo che il figlio ha raggiunto l'età scolare.

Non tocchiamo il tasto istruzione, dove siamo ben al di sotto della media Ocse, con il 53% degli degli adulti tra i 25 e i 64 anni in possesso di un diploma di scuola media superiore. E la salute? Non male, in fin dei conti. L'aspettativa di vita alla nascita in Italia è 81,5 anni, due anni al di sopra della media Ocse. Per quanto riguarda la sfera pubblica, vi è un forte senso di comunità e alti livelli di partecipazione civica in Italia. L'86% delle persone ritiene di poter contare su qualcuno in caso di difficoltà, ma la cifra è ancora una volta inferiore alla media (91%). Superiore invece la partecipazione alla politica. Nel corso delle ultime elezioni è stata dell'81% contro la media del 72%.

Ma passiamo all'ambiente. L'Italia si trova nella classifica al 22esimo posto (su 34). Dal Bil si evince che il livello di PM10 nell'atmosfera è di 23 microgrammi per metro cubo, ed è leggermente più alto rispetto a quello degli altri paesi Ocse (22 microgrammi). L'inquinamento dell'aria è un importante problema ambientale che influisce direttamente sulla qualità della vita delle persone. L'inquinamento atmosferico nei centri urbani, su cui influisce il trasporto è legato ad una serie di problemi di salute, dall'irritazione oculare ad altri fastidi a carico dell'apparato respiratorio, dalle malattie a breve termine fino a quelle croniche come l'asma, le malattie cardiovascolari e il cancro ai polmoni. I bambini e gli anziani possono essere particolarmente vulnerabili.

Di recente anche il Sole24Ore ha pubblicato una Classifica del Benessere, che ha giudicato le 103 provincie italiane utilizzando il "Bli", il Benessere Interno Lordo, che tiene conto di 8 parametri: le condizioni di vita materiali, salute, istruzione, attività personali, partecipazione alla vita politica, rapporti sociali, ambiente, insicurezza economica e fisica.

Tali strumenti possono essere molto utili nella valutazione dello stato di salute dei Paesi, al di là dell'aspetto economico e possono aiutare a comprendere i problemi e a valutare le possibili soluzioni.

"Pubblicheremo l'indice con regolarità per poter fare confronti nel tempo" ha spiegato Martine Durand, la direttrice della sezione statistica dell'Ocse. "Non è l'Ocse a decidere che cosa rende la vita migliore. Sei tu a decidere per te stesso": così promette il sito dell'organizzazione. E speriamo che l'Italia accolga tale suggerimento.

Francesca Mancuso

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