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Gli Stati Uniti si ritirano dal Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu definendolo come ‘un organismo ipocrita che deride i diritti umani’. Ad annunciarlo è Nikki Haley, ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite e attribuisce la decisione al trattamento riservato a Israele.

"Voglio essere chiara: questo passo non è un ritiro dal nostro impegno sul fronte dei diritti umani. Assumiamo questa iniziativa perché il nostro impegno su questo fronte non ci consente di restare parte di un organismo ipocrita che deride i diritti umani'' spiega Haley che definisce l'organismo un ''protettore di chi abusa dei diritti umani'' e cita l'ammissione del Congo come suo membro nonostante le fosse comuni rinvenute.

Immediata la risposta dell'ambasciatore di Israele all'Onu, Danny Danon.

''Il Consiglio dei Diritti Umani è da tempo nemico di coloro che veramente hanno a cuore i diritti umani nel mondo. Gli Stati Uniti hanno dimostrato ancora una volta il loro impegno alla giustizia e alla verità e la loro riluttanza a consentire all'odio cieco nei confronti di Israele nelle istituzioni internazionali di restare incontrastato''.

Ricordiamo che il Consiglio dei diritti umani è stato fondato nel 2006 e tra i temi in agenda ha sempre avuto quello delle presunte violazioni commesse da Israele nei territori palestinesi. Ma secondo gli Usa, che da tempo chiedono espulsione o sanzioni per quei Paesi che non rispettano i diritti umani come il Venezuela, la Cina e l'Arabia Saudita, l’organismo sarebbe strumentalizzato dai nemici dello Stato ebraico.

I bambini sudamericani in gabbia

In tema di diritti umani violati, arrivano dagli Stati Uniti immagini drammatiche, sono quelle di 2mila bambini separati dai genitori entrati illegalmente negli Usa. Oltre 100 hanno meno di 4 anni e in queste ore li abbiamo visti e sentiti piangere mentre i genitori venivano perquisiti durante la notte nelle frontiere a sud degli Stati Uniti.

bambini messicani
 
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I bambini sono tenuti in dei recinti come animali in gabbia, mentre i genitori sono incarcerati fino alla decisione di respingimento o meno del loro ingresso in America. E in questo video c'è tutta la loro disperazione:

Al contrario di quelle che vedete, c'è un'altra immagine che circola in rete su un bambino in gabbia. Quella foto non è stata scattata alla frontiere di Usa e Messico ma è di una protesta inscenata al municipio di Dallas dove si vede anche un bambino vestito di blu chiuso in un recinto. Il tutto viene spiegato sulla pagina Facebook “Brown Berets de Cemanahuac -Texas Chapter“:

 Questa la foto incriminata:

bambini messicani cover 1

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Foto: John Moore/Getty Images

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