ranger uccisi Congo

Hanno dedicato la loro vita a proteggere i gorilla di montagna nella Repubblica Democratica del Congo. Avevano tra i 22 e i 30 anni i 5 ranger e l'autista uccisi in un'imboscata nel parco nazionale di Virunga.

Si tratta del peggiore attacco mai lanciato contro i rangers che si occupano di salvaguardare la “casa” della più grande popolazione mondiale di gorilla di montagna.

Oltre alle 6 vittime, un altro ranger è rimasto ferito, come si legge nella nota ufficiale diffusa sul sito del Parco. 

Ecco i loro nomi:

  • Jean de Dieu BYAMUNGU, 25 anni
  • Barthelemie KAKULE MULEWA, 28 anni
  • Théodore KASEREKA PRINCE, 25 anni
  • Liévin MUMBERE KASUMBA, 28 anni
  • Kananwa SIBOMANA, 22 anni
  • ILA MURANDA, 30 anni

L'attacco è avvenuto nella parte centrale della vasta riserva, nota a livello mondiale per la sua popolazione di gorilla. Ben 175 rangers hanno perso la vita per proteggere gli animali negli ultimi 20 anni nel parco.

Purtroppo, sono molti gli interessi economici che si scontrano con la conservazione: dal bracconaggio allo sfruttamento criminale di altre risorse naturali come la legna delle foreste dei vulcani che viene illegalmente trasformata in carbone. Attività che spesso servono a finanziare una criminalità diffusa collegata agli interessi dei signori della guerra.

Il Parco Nazionale dei Vulcani Virunga è la più antica area protetta africana. Istituita nel 1925 per difendere la sua ricca biodiversità, vanta la presenza degli ultimi 880 gorilla di montagna. Nel 1975 è stato inserito nella lista dei siti patrimonio dell’Umanità.

Un'area di 7.800 km quadrati, che comprende foreste e savane, vulcani attivi e laghi, dove vivono i straordinari gorilla di montagna. Qui venne uccisa, molto probabilmente dagli stessi bracconieri che tentava di combattere, anche Diane Fossey, dando il via a una lunga battaglia contro interessi criminali che mirano ad accaparrarsi le risorse naturali del parco.

gorilla di montagna congo

Foto: Brent Stirton

Emmanuel De Merode, Direttore del Parco e lui stesso ferito in un attentato due anni fa, ha detto:

“Virunga ha perso degli uomini straordinariamente coraggiosi che erano profondamente impegnati a lavorare al servizio delle loro comunità. È inaccettabile che i ranger di Virunga continuino a pagare il prezzo più alto in difesa del nostro patrimonio comune e siamo devastati dal fatto che le loro vite siano state interrotte in questo modo. Inviamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie, alle mogli e ai figli che lasciano e ci impegniamo a creare un futuro migliore per la Repubblica Democratica del Congo”.

“Nato per proteggere gli ultimi gorilla di montagna dai bracconieri e dalla violenza dell’uomo in un’area insanguinata da guerre e conflitti, oggi il parco del Virunga è un vero miracolo pulsante di vita, di biodiversità ma anche di scuole, di piccole economie, di energia sostenibile, di posti di lavoro: rappresenta la possibilità di un futuro diverso nel cuore dell’Africa per migliaia di famiglie. Un grande esempio di conservazione ed economia verde in un continente devastato”, ha dichiarato Isabella Pratesi, Direttore Conservazione del WWF che aggiunge: “Per difendere tutto questo e garantire un futuro agli ultimi gorilla di montagna dobbiamo diventare ‘tutti rangers’ del parco del Virunga, unendoci all’incredibile battaglia che questo piccolo grande parco sta portando avanti, a costo della vita dei suoi eroi”.

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Francesca Mancuso

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