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“Ci viene negato il diritto alla nostra cultura e l’accesso al cibo”. La denuncia è nei confronti dei governi di Finlandia e Norvegia che, secondo il popolo lappone Sami, favoriscono le multinazionali, impedendo loro di pescare salmoni, la loro unica fonte di sostentamento.

In un video denuncia Aslak Holmberg, vice presidente del Consiglio Sami non usa mezzi termini

“Questa è una richiesta di aiuto perché i governi di Finlandia e Norvegia stanno cercando di mettere fuori legge la pesca del salmone praticata dai Sami e concedere nuovi diritti ai ricchi che hanno costruito nelle nostre terre ancestrali. È una rapina in pieno giorno. Ci viene negato il diritto alla nostra cultura e l'accesso a una delle fonti alimentari fondamentali nell'Artico”.

Aslak Holmberg rappresenta gli interessi degli indigeni in Finlandia, Norvegia, Svezia e Russia, ed è anche un pescatore.

"Pesco il salmone da quando sono piccolo, mi ha insegnato mio padre. Il popolo Sami vive così, è il nostro mezzo di sussistenza”, spiega.

Il video era stato girato qualche tempo fa, ma diffuso dopo che il governo finlandese aveva firmato un accordo che cambiava drasticamente le normative sulla pesca nel fiume Deatnu in Norvegia.

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I permessi per pescare devono essere acquistati online e per numero di ore e giorni specifici; ogni pescatore deve comprare il suo permesso e gli affluenti del fiume, che in precedenza erano riservati solo alla popolazione locale, sono ora accessibili a chiunque acquisti i diritti. Secondo il governo, è solo un tentativo di proteggere e regolamentare la pesca del salmone, ma gli abitanti non sono d’accordo.

"Dicono che stanno proteggendo il salmone da noi, ma non siamo noi il pericolo. Questo atteggiamento dispregiativo nei confronti delle popolazioni indigene è comune in tutto il mondo. I governi sono disposti a sacrificare tutta la cultura Sami della pesca del salmone. Questo accordo è la più chiara violazione del diritto dei popoli indigeni all'autodeterminazione e persino alla consultazione”, afferma Holmberg.

Sempre più spesso, vi parliamo dei popoli indigeni e della loro continua lotta alla sopravvivenza, anche la tribù Sami non è immune a questa violenza gratuita. Non a caso, il loro numero è molto diminuito a causa di colonizzazione, industri estrattive e l’incursione delle multinazionali.

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Ci sono normative che prevedono addirittura che essi, per possedere una terra, debbano adottare un nome norvegese, seppur i loro diritti base sono garantiti (tranne che in Russia), i conflitti sulla pesca continuano a persistere.

Purtroppo i Sami non sono gli unici popoli indigeni in lotta per la sopravvivenza:

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"Possono sentirci, ma non necessariamente ci ascoltano. Dicono sempre che hanno le migliori intenzioni, ma in realtà la Finlandia non rispetta i nostri diritti umani. Siamo cresciuti con l’idea della terra e per noi è normale proteggerla. Questa è l'origine del conflitto ", dice il pastore Paltto.

Dominella Trunfio

Fonte: Equal Times

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