simone_de_beauvoir

Icona del femminismo e scrittrice politicamente impegnata, Simone De Beauvoir è una di quelle donne del ‘900 che non vanno dimenticate. Dalla Resistenza durante la Seconda guerra mondiale all’aborto, dal ruolo della donna nella società al suo mandato di presidentessa della Lega dei Diritti della Donna, perché ricordare Simone De Beauvoir a pochi giorni dalla Giornata contro la violenza sulle donne? Cosa ha da insegnare alle generazioni che l’hanno succeduta?

Una donna prima di essere moglie e madre è una persona e, come tale, ha un ruolo all’interno della società in cui vive, indipendentemente dal ceto sociale ed economico di appartenenza. Una lotta, quella a favore del femminismo portata avanti da Simone e le altre, che a ben guardare ancora oggi stenta ad affermare i suoi frutti.

Nella sottile linea rossa che ricongiunge i diritti delle donne alla violenza permeata su di esse, infatti, si scopre che questo è un fenomeno ampio e diffuso: 6 milioni 788 mila donne hanno subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni (Fonte Istat), il 20,2% ha subito violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono 652 mila le donne che hanno subito stupri e 746mila le vittime di tentati stupri.

Chi era Simone De Beauvoir, Storia

Scrittrice, filosofa e femminista atea, Simone De Beauvoir nasce a Parigi nel gennaio del 1908 da una famiglia alto-borghese, che va però presto in disgrazia a causa della bancarotta del nonno materno Gustave Brasseur.

Simone riceve un’educazione molto rigida e di stampo cattolico, ma quel che le preme sin da subito è dedicarsi agli studi. Si iscrive così all’Istituto cattolico Désir e mostra grande interesse per la letteratura classica francese, per la letteratura contemporanea e per i capolavori dei surrealisti. In seguito, intraprenderà la strada dell'insegnamento, allontanandosi man mano dalla religione cattolica cui era stata indirizzata.

Nel 1926 comincia il suo corso di studi alla Sorbona, laureandosi poi in filosofia con una tesi su Leibniz e ottenendo nel 1929 "l'agrégation", ossia l’idoneità all'insegnamento riservata ai migliori allievi francesi, ed entrò anche a far parte del movimento socialista.

Questi dell’università sono gli anni in cui conosce Lévi-Strauss, Raymond Aron, Merleau-Ponty, Paul Nizan e l’amore della sua vita, Jean-Paul Sartre.

sartre and de beauvoir sartreCon Jean-Paul Sartre, fonte

Esercita la professione di docente solo fino al 1943, quando decide di dedicarsi completamente all'attività di scrittrice. In quegli anni, Simone e il compagno Jean-Paul Sartre si legano sempre di più e cominciano a girare tutto il mondo, recandosi in Marocco, in Spagna, in Grecia e in Italia. Insieme partecipano agli eventi più importanti dell'epoca e conoscono numerosi autori tra cui Ernest Hemingway, Franz Kafka, Marcel Proust, Virginia Woolf, André Gidé, Martin Heiddeger, Edmund Husserl.

Simone e Jean Paul vivono spesso in prima linea i grandi avvenimenti politici di quegli anni: il nazismo in Germania, la guerra civile spagnola del 1936, la seconda guerra mondiale. Durante la guerra, Simone de Beauvoir rimane a Parigi, occupata dai nazisti, e con Sartre comincia l’esperienza del gruppo di Resistenza "Socialismo e Libertà".

Dopo la Liberazione, entra nella redazione della rivista Les Temps Modernes, insieme a Sartre, Leiris, Merleau-Ponty e altri, dove scrive molti articoli sulla filosofia esistenzialista.

Nel corso degli anni, Simone assume posizioni nette come scrittrice e come donna, fino agli anni settanta, quando si batte anche per cause come la dissidenza sovietica, il conflitto arabo-israeliano, l'aborto, il Cile, la donna (è presidentessa dell'associazione Choisir e della Lega dei diritti della donna).

Simone de Beauvoir muore il 14 aprile 1986 e viene seppellita nel cimitero di Montparnasse, accanto al suo compagno di vita, morto nel 1980.

Convintamente atea come Sartre, ne La Cérémonie des Adieux aveva scritto a riguardo della morte di Sartre: “La sua morte ci separa. La mia morte non ci riunirà. È così; è già bello che le nostre vite abbiano potuto essere in sintonia così a lungo”.

Gli scritti di Simone De Beauvoir 

"L'invitata" è il primo romanzo pubblicato da Simone De Beauvoir nel 1943, quello che la elevò a scrittrice e in cui racconta come l'arrivo di un terzo personaggio possa scuotere l'equilibro di una coppia. Nel 1944 scrive “Il sangue degli altri”, in cui si pone in prima linea nella condanna ai totalitarismi, affronta il tema della guerra e afferma che le persone che devono combattere l’occupazione nazista devono anche cercare di spingere gli altri verso la lotta.

Due anni dopo fa molti viaggi tra America del Nord, America latina e Asia, comprese Cina e in Russia e realizza “L'America giorno per giorno” e “La lunga marcia”.

Nel 1949 compone un importante saggio, "Il secondo sesso", in cui analizza la condizione femminile. Poi è la volta de “I Mandarini” (in cui fa una descrizione della società francese nel secondo dopoguerra) con cui riceve il Premio Goncourt, e della sua autobiografia articolata in quattro volumi: “Memorie di una ragazza per bene”, “L’Età forte”, “La forza delle cose” e “A conti fatti”.

beauvoir sartre che guevaraCon Sartre e Che Guevara, fonte - Di Alberto Korda - Revista Verde Oliva, 1960; Museo Che Guevara (Centro de Estudios Che Guevara en La Habana, Cuba)

Negli anni '60 sostiene fermamente il movimento femminista e pubblica un altro romanzo autobiografico, “Una morte dolcissima”, che dedica alla mamme appena scomparsa. Tra il 1966 e il 1967 scrive “Le belle immagini” e “La donna spezzata”, in cui racconta la storia di tre donne che vivono una situazione di crisi e ripropone ancora una volta il tema della condizione femminile.

In questi anni Simone è sostenitrice della rivoluzione studentesca parigina, prendendo parte anche alle manifestazioni organizzate dal movimento femminista. Insieme ad altre donne fonda La Lega per i diritti delle donne e nel 1974 ne diventa il Presidente. Tra la prima metà degli anni Settanta e la prima metà degli anni Ottanta scrive “La terza età” in cui affronta tematiche come la malattia, la vecchiaia e la morte e La cerimonia degli addii, in cui racconta i suoi ultimi dieci anni di vita con Sartre.

"Il secondo sesso" e "Una donna spezzata": Simone De Beauvoir e la condizione della donna

Essere donna non è un dato naturale, ma il risultato di una storia”. Simone de Beauvoir rimarca più volte e in più occasioni la sua idea: le donne devono prendere coscienza.

Il secondo sesso”, del 1949, è una delle opere più celebri del movimento femminista. Diviso in tre parti (Destino, Storia, Miti), il libro dapprima analizza la condizione della donna con gli occhi dell’uomo, evidenziando così la sua posizione subordinata. Sposa, madre, prostituta, lesbica, narcisista, innamorata, mistica: Simone de Beauvoir analizza tutto ciò possa portare a credere che la donna sia un essere inferiore e degli effetti che questo ha sulla loro scelta di sposarsi e di abbandonare la propria carriera.

E non solo: se i due sessi fossero considerati uguali, entrambi non sarebbero più liberi?

Qui l’autrice sostiene la necessità di integrare la donna nella società con gli stessi diritti e doveri dell'uomo e con le conquiste che ne derivano, dalla uguaglianza del salario, alla possibilità di abortire ad altri riconoscimenti economici.

"Una donna spezzata", del 1967, sono tre racconti di tre donne, una casalinga, una studiosa di letteratura francese, una madre abbandonata, tutte unite da un filo conduttore: la solitudine. Poste tutte di fronte a un grave momento di crisi, tutte e le tre le donne vedono cedere tutte le convinzioni nelle quali hanno sempre creduto. E cercano una rilettura di quello che finora era stato un loro universo.

Da qui, la scrittrice francese fa una chiara analisi del ruolo femminile, un ruolo che è stato troppo spesso subordinato a quello maschile e lancia un messaggio ben preciso: una donna dovrebbe svincolarsi, almeno in parte, dagli impegni familiari e ritagliarsi un proprio spazio. Crearsi un proprio spazio mentale, prima che fisico, sganciarsi da quel ruolo in cui l’unico obiettivo da seguire pare essere l’appagamento di marito e figli (già Virginia Woolf “Una stanza tutta per sé”, incitava le donne a crearsi un luogo appartato dal resto della famiglia).

Una soluzione? Simone de Beauvoir l’ha data già un secolo fa: comprendere che quel groviglio emotivo in cui una donna a volte si invischia è responsabilità dell’uomo, che lo mette in pratica in un processo in sistematico e sottile.

Liberatevi, elevati, non relegatevi in un ruolo marginale. Avete mente, cuore, cervello, pensiero. Rialzatevi e porgete le spalle, se è necessario.

Sono questi forti tratti del femminismo, che ancora oggi vengono portati avanti con profonda convinzione.

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Simone de Beauvoir frasi celebri

  • “La donna? è semplicissimo - dice chi ama le formule semplici: è una matrice, un'ovaia; è una femmina: ciò basta a definirla. In bocca all'uomo, la parola "femmina" suona come un insulto; eppure l'uomo non si vergogna della propria animalità, anzi è orgoglioso se si dice di lui: È un maschio!”
  • “Di me sono state create due immagini. Sono una pazza, una mezza pazza, un’eccentrica. Ho abitudini dissolute. […] Con i tacchi bassi, i capelli tirati, somiglio ad una patronessa, ad un’istitutrice (nel senso peggiorativo che la destra dà a questa parola), ad un caposquadra dei boy-scout. Passo la mia esistenza fra i libri o a tavolino, tutto cervello. Nulla impedisce di conciliare i due ritratti. L’essenziale è presentarmi come un’anormale”
  • “Essere donna non è un dato naturale, ma il risultato di una storia. Non c’è un destino biologico e psicologico che definisce la donna in quanto tale. Tale destino è la conseguenza della storia della civiltà, e per ogni donna la storia della sua vita”
  • “L’umanità è maschile e l’uomo definisce la donna non in quanto tale, ma in relazione a se stesso; non è considerata un essere autonomo”

 

  • “Il fatto è che sono una scrittrice: una donna scrittrice non è una donna di casa che scrive, ma qualcuno la cui intera esistenza è condizionata dallo scrivere. È una vita che ne vale un’altra: che ha i suoi motivi, il suo ordine, i suoi fini che si possono giudicare stravaganti solo se di essa non si capisce niente”
  • "Nessuno è di fronte alle donne più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell'uomo malsicuro della propria virilità"
  • "Una donna libera è il contrario di una donna leggera"
  • "Non si trasforma la propria vita senza trasformare se stessi"
  • "Non si nasce donne: si diventa"
  • "Mi è stato più facile pensare un mondo senza creatore, che un creatore pieno di tutte le contraddizioni del mondo"
  • "Il vuoto del cielo disarma la collera"
  • "Una donna può dedicarsi alle donne perché l'uomo l'ha delusa, ma talvolta l'uomo la delute perché essa cercava in lui una donna"
  • "I complessi, le ossessioni, le nevrosi di cui soffrono gli adulti hanno la loro radice nel passato familiare; i genitori che hanno i loro conflitti, i loro problemi, i loro drammi, sono la compagnia meno desiderabile per il bambino"
  • "Volere essere libero è anche volere che gli altri siano liberi"

 

Germana Carillo

 

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