25 aprile, l’omaggio solitario di Mattarella con la mascherina rimarrà un’altra delle foto simbolo della pandemia

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La foto del Presidente Mattarella che da solo si è recato all’Altare della patria per omaggiare il 75simo anniversario della liberazione è una delle immagini più potenti di questo periodo di emergenza da coronavirus.

Ci sono foto che fanno la storia. E se volessimo raccontare questo particolare momento storico con le immagini, ce ne sono alcune che, siamo certi, ritroveremo per anni nei libri. Foto simbolo di una pandemia che ha fermato il mondo intero e rinchiuso miliardi di persone in casa. In Italia, di sicuro, ricorderemo quella dell’infermiera stremata in quell’8 aprile, festa della donna, diventata il simbolo di tutte le persone che hanno combattuto e stanno combattendo in prima linea nelle corsie strapiene degli ospedali, quella delle bare di Bergamo portate vie dai camion dell’esercito o quella del Papa che da solo, in una San Pietro deserta e bagnata dalla pioggia scrosciante, prega e concede l’indulgenza. A queste si aggiungerà sicuramente quella scattata oggi all’altare della patria . L’immagine di Sergio Mattarella che da solo, con la mascherina e senza scorta, è salito sulla scalinata dell’altare della Patria per rendere omaggio ai caduti e festeggiare così un 25 aprile atipico, una festa della liberazione in piena emergenza coronavirus.

In una Roma deserta e surreale, senza i migliaia di manifestanti che ogni anno, da 75 a questa parte, invadono le strade per festeggiare la liberazione dell’Italia dal regime nazifascista, il Presidente della Repubblica si è recato a sorpresa davanti alla tomba Milite ignoto per depositare la consueta corona d’alloro sul monumento che rappresenta tutti coloro che sono morti in conflitto e mai identificati. Con una scorta al minimo, a debita distanza, che non è salita con lui sull’Altare della patria. Con i corazzieri che hanno depositato la corona anch’essi con la mascherina. Un’immagine potente che tramette tutta la gravità della situazione di oggi nel momento in cui si omaggia la liberazione dalla gravità di quella di 75 anni fa.

Il 75simo anniversario della Liberazione passerà alla storia con questa foto e con le parole del messaggio che Mattarella ha voluto lasciare, non a caso di spinta alla rinascita oggi come allora :

Con tenacia, con spirito di sacrificio e senso di appartenenza alla comunità nazionale, l’Italia ha superato ostacoli che sembravano insormontabili.

Le energie positive che seppero sprigionarsi in quel momento portarono alla rinascita. Il popolo italiano riprese in mano il proprio destino. La ricostruzione cambiò il volto del nostro Paese e lo rese moderno, più giusto, conquistando rispetto e considerazione nel contesto internazionale, dotandosi di antidoti contro il rigenerarsi di quei germi di odio e follia che avevano nutrito la scellerata avventura nazifascista. […]

Cari concittadini, la nostra peculiarità nel saper superare le avversità deve accompagnarci anche oggi, nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite. Per dedicarci al recupero di una piena sicurezza per la salute e a una azione di rilancio e di rinnovata capacità di progettazione economica e sociale. A questa impresa siamo chiamati tutti, istituzioni e cittadini, forze politiche, forze sociali ed economiche, professionisti, intellettuali, operatori di ogni settore.

Insieme possiamo farcela e lo stiamo dimostrando.

Viva l’Italia! Viva la Liberazione! Viva la Repubblica!»

Il testo completo del discorso qui

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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