stalliere_torturato

Torturato per ore per aver detto la verità: i cavalli in quel maneggio venivano maltrattati e la loro quotidianità era ben lontana dal benessere animale.

Una drammatica vicenda quella denunciata da Striscia la notizia, successa a Caluso, una località in provincia di Torino dove lo stalliere e maestro d’equitazione Giovanni Santi, stanco di vedere i cavalli soffrire ha deciso di raccontare ciò che sapeva.

Ma dopo la visione del servizio andato in onda il 2 marzo, i titolari del maneggio Salvatore Carvelli e Camilla Cassina hanno deciso che Santi doveva pagare per aver fatto la spia.

La spia, era nient’altro che aver raccontato di un maneggio ridotto a un lager dove gli animali venivano maltrattati, le carcasse seppellite in giardino e i medicinali erano scaduti.

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stalliere torturato

I proprietari hanno riconosciuto le mani dell’uomo che stava facendo crollare il loro castello di sabbia e hanno deciso di vendicarsi.

Dopo aver attirato con scusa Santi nella stalla, lo hanno intimato a confessare. Al tentativo di fuga lo stalliere è stato preso a bastonate e appeso al soffitto con una fune.

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A testa in giù arriva la richiesta dei titolari: Giovanni deve firmare una deposizione scritta in cui dice di essere stato lui a chiamare Striscia la notizia e a portare i medicinali scaduti e sequestrati dai Carabinieri.

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L'obiettivo era quello di sollevare da ogni responsabilità il maneggio e superare le indagini. Giovanni non ci sta e per lui iniziano le sevizie.

Prima un tentativo di tagliarli le dita con delle forbici e poi la minaccia, raccolta dalla Stampa: “Ti sbudello come un capretto”.

Una lunga serie di torture culminate con la rottura di entrambe le braccia.

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Per fortuna, la legge sta facendo il suo corso: i due titolari del maneggio sono stati arrestati per violenza privata, sequestro di persona e lesioni gravi ai danni dello stalliere.

A Giovanni e a chi come lui denuncia i maltrattamenti agli animali va tutta la nostra solidarietà. La violenza è un gesto da condannare sempre e comunque.

Dominella Trunfio

Foto: Corriere.it Torino

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