Vittoria! La compagnia petrolifera rinuncia alle terre delle tribù peruviane

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Una grande vittoria per le tribù incontattate dell’Amazzonia peruviana che vincono la battaglia contro Pacific E&P, la compagnia petrolifera canadese che voleva effettuare delle prospezioni nella zona. 

 La battaglia di Survival International con migliaia di cittadini, da sempre a fianco delle tribù indigene, inizia a dare i suoi frutti. Tante le storie positive e adesso, arriva la notizia che la Pacific E&P fa un passo indietro.

La compagnia aveva ottenuto il diritto ad effettuare esplorazioni per il petrolio in una vasta porzione della frontiera dell’Amazzonia incontattata, area ad alta biodiversità in cui abitano più tribù che in qualsiasi altra parte del Pianeta.

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© Christopher Pillitz/Survival International

Una prima fase di prospezioni era stata avviata nel 2012, da quel momento diverse organizzazioni indigene peruviane tra cui AIDESEP, ORPIO e ORAU avevano iniziato una campagna contro la compagnia petrolifera. In più ORPIO aveva fatto causa al governo peruviano.

Mail di protesta da tutto il mondo all’amministratore delegato e una lettera aperta di Survival firmata anche da ORPIO e Rainforest Foundation Norway, hanno ottenuto il risultato sperato.

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La compagnia ha finalmente risposto per voce del manager per le Relazioni istituzionali e la sostenibilità di Pacific E&P:

“[La compagnia] ha deciso di rinunciare ai suoi diritti di prospezione nel Lotto 135… con decorrenza immediata… Vogliamo sottolineare nuovamente l’impegno della compagnia a condurre le sue operazioni nell’ambito della più alta sostenibilità e delle linee guida sui diritti umani".

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Il dramma delle tribù indigene

Salomon Dudu è un uomo Matsés sopravvissuto al trauma del primo contatto che ha raccontato a una ricercatrice di Survival la minaccia che le prospezioni petrolifere rappresentano per il suo popolo.

Il video di Salomon è stato visto da oltre 4 milioni di persone sulla pagina Facebook di Survival International.

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“Non voglio che i miei figli siano distrutti dal petrolio e dalla guerra. Ecco perché ci stiamo difendendo… E perché noi Matsés ci siamo uniti. Le compagnie petrolifere… ci stanno insultando e noi non resteremo in silenzio mentre ci sfruttano nelle nostre terre ancestrali. Se necessario, moriremo nella guerra contro il petrolio” ha detto nel corso di un incontro indigeno nel 2016 un uomo Matsés contattato con la forza alla fine degli anni ’90.


Ricordiamo che le tribù incontattate sono vulnerabili alle violenze esterne. Dopo il contatto, molti muoiono per malattie che in occidente sono facilmente curabili, parliamo di influenza e morbillo, ad esempio.

Ciò succede perché gli indigeni non hanno difese immunitarie e il contatto forzato può costargli la vita.

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L’annuncio della compagnia è stato accolto dai ricercatori di Survival come un passo importante nella lotta per proteggere le vite, le terre e i diritti umani delle tribù.

“È una grande notizia per le tribù incontattate, e per tutti coloro che vogliono fermare il genocidio che continua in tutte le Americhe dai tempi di ColomboTutti i popoli incontattati rischiano la catastrofe se la loro terra non sarà protetta, ma noi crediamo che rappresentino una parte essenziale della diversità umana e che il loro diritto alla vita debba essere rispettato. Non smetteremo di lottare affinché possano continuare a vivere” ha dichiarato Stephen Corry, direttore generale di Survival.

Per adesso, una grande vittoria.

Dominella Trunfio

 Foto:© Survival International