23 febbraio 1909: la prima vera giornata della donna non fu l’8 Marzo

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Siamo abituati ad associare l’8 marzo alla Giornata internazionale della donna, che purtroppo con l’avvento della società consumistica, si è trasformata in ‘Festa delle donne’, ma in realtà, fu il 23 febbraio del 1909 la prima volta in cui si parlò di rivendicazioni di genere e lotta contro le discriminazioni sessuali.

Come sappiamo, nell’immaginario comune, l’8 marzo ricorda l’incendio in una fabbrica di New York, in cui morirono un centinaio di donne. La disgrazia di certo ci fu, ma il 12 marzo e soprattutto molti anni dopo che la Giornata della donne veniva già celebrata. Oggi mimose, regali, cene fuori, spogliarelli hanno sfinito il vero significato e lo spirito di centinaia di donne che negli anni si sono sacrificate per rivendicare i diritti al femminile: dal voto al lavoro e salari più equi, tanto per citare alcuni esempi. Ma, in realtà, Woman’s Day negli Stati Uniti nasce dopo qualche tempo dal VII Congresso della II Internazionale socialista, tenuto a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907.

Durante la conferenza, in mancanza dell’oratore ufficiale, prese la parola la socialista e attivista dei diritti delle donne Corinne Brown, che non perse occasione per parlare dello sfruttamento delle operaie, delle discriminazioni sessuali e della possibilità del suffragio universale. Purtroppo però i tempi non erano maturi per grandi trasformazioni, ma tuttavia questa voce fuori dal coro contribuì alla nascita di un sentimento di rivendicazione.  Iniziarono battaglie e manifestazioni, fino appunto alla celebrazione della prima giornata della donna il 23 febbraio 1909. E’ quindi ufficialmente da questa data, che si acquista una nuova consapevolezza e soprattutto che il Partito socialista americano dà vita a una sezione a favore delle lotte femministe.

Poi nel 1910, 20mila operaie scioperarono per tre mesi a New York. Da qui, la Conferenza internazionale delle donne socialiste di Copenaghen, istituì la giornata di rivendicazione dei diritti femminili. Piano piano anche l’Europa aderì alle celebrazioni fino alla Prima guerra mondiale.

La scelta dell’8 marzo, ha invece origine russe. In quella data, nel 1917 a San Pietroburgo le donne si riunirono in una grande manifestazione per rivendicare diritti e la fine della guerra, un appello inascoltato che sfociò nella rivoluzione russa.

Questo dovremmo ricordarcelo ogni volta che si svilisce la Giornata della donna trasformandola in qualcosa di banale. Per prime noi donne dovremmo farlo. Indignandoci davanti a una simbologia e un consumismo che non hanno niente in comune con la storia dell’emancipazione femminile. L’adulterio, il divorzio, la riforma del diritto di famiglia e ancora gli anni della contestazione. La Festa della donna dovrebbe tornare a celebrare il coraggio e la determinazione di chi in passato si è battuto anche per i nostri diritti (che oggi ci sembrano troppo scontati).

Fonte: International Woman Day

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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