san giovanni notte delle streghe

Il 24 giugno è la festa di San Giovanni. Tradizionalmente questa giornata è legata alla raccolta delle erbe come l'iperico, conosciuto anche come erba di San Giovanni. Tra il 23 e il 24 giugno si celebra la notte delle streghe.

I falò che ancora oggi in alcune località si accendono durante la notte di San Giovanni sono legati per tradizione a quella che una volta era la notte delle streghe, un’occasione che pochi giorni dopo il solstizio d’estate prolungava i riti legati alla rinascita, all’arrivo della bella stagione, al raccolto, alla terra e alla fertilità.

In passato – pensiamo ad esempio all’epoca medievale – la tradizione legava le ‘streghe’, donne sapienti che sapevano curare con le piante medicinali, all’utilizzo di erbe per la preparazione di pozioni magiche. Si poteva trattare di piante con effetti allucinogeni, come la belladonna e la mandragora.

Oggi la ricorrenza di San Giovanni in erboristeria e in fitoterapia resta legata alla tradizione che questa giornata sia il momento migliore dell’anno per raccogliere alcune erbe curative, come l’iperico e la melissa.

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L’iperico in erboristeria è considerato un rimedio utile in caso di scottature solari e di eritemi. Ha proprietà cicatrizzanti e antispasmodiche. La tradizione popolare legata alla magia nei secoli passati lo considerava efficace per allontanare gli spiriti maligni. Per questo motivo, in particolare le popolazioni nordiche, appendevano dei mazzetti di iperico nelle case per proteggerle dalle energie negative. L’iperico era impiegato come un vero e proprio amuleto protettivo, un portafortuna, secondo Roberto La Paglia, autore del libro “Le erbe magiche” (Xenia).

Alcune città italiane, come Firenze e Torino, il 24 giugno festeggiano la notte di San Giovanni con rievocazioni storiche, sfilate in costume, falò, musica, danze e fuochi d’artificio. A Ragusa superiore la ricorrenza di San Giovanni Battista ha un importante significato religioso. Il 24 giugno si ricorda il giorno della nascita del Santo con la messa e l’esposizione delle reliquie. San Giovanni viene invocato per ottenere conforto dalle calamità e la guarigione del corpo.

La festa di San Giovanni era molto sentita anche a Roma soprattutto in passato, tra il sacro e il profano, quando si credeva che durante la notte tra il 23 e il 24 giugno le streghe prendessero il volo per andare a caccia di anime. In diverse città d’Italia il giorno di San Giovanni rappresenta una festa che coinvolge ancora oggi tutta la popolazione, ad esempio a Torino, a Firenzem a Monza e a Genova, di cui è il patrono.

La raccolta delle erbe e dell’iperico sono l’occasione per preparare l’oleolito di iperico e l’acqua di San Giovanni.

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oleolito di iperico festa di san giovanni

Come preparare l’oleolito di iperico

Per preparare l’oleolito di iperico prendete un barattolo di vetro capiente e riempitelo per metà con i fiori di iperico fresco. Aggiungete olio extravergine d’oliva o olio di girasole fino a 2 centimetri dal bordo del barattolo. Chiudetelo e esponetelo alla luce del sole per 15-30 giorni fino a quando l’olio diventerà del caratteristico colore rosso. Agitate il barattolo una volta al giorno. Quando sarà pronto filtratelo e suddividetelo in bottigliette di colore scuro da conservare al buio. L’oleolito di iperico è adatto per frizioni muscolari e per lenire le scottature solari.

Come preparare l’acqua di San Giovanni

La tradizione vuole che il 23 giugno si vada in campagna o nei boschi a raccogliere erbe aromatiche, piante spontanee e fiori. Quanto raccolto va immerso in una brocca con dell’acqua ed esposto all’aperto, sotto la luce della luna, durante la notte tra il 23 e il 24 giugno. Quando arriva il giorno si utilizza l’acqua di San Giovanni per lavarsi le mani e la faccia in segno di rinnovamento e con l’obiettivo di propiziare la fortuna come all’inizio di un nuovo anno.

Marta Albè

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