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Uccisi o fatti sparire per ripulire le strade di Rio de Janeiro, in vista della trentunesima edizione delle Olimpiadi, che si terrà nella città brasiliana dal 5 al 21 agosto prossimi: questo sarebbe il destino di numerosi bambini di strada, secondo un report delle Nazioni Unite pubblicato qualche tempo fa e che ha portato al lancio della petizione Witnesses not Accomplices – Basta con la violenza sui bambini.

A due mesi dall'inizio delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, non si fermano allarmi, polemiche e denunce: dopo la crisi politica che ha investito il Paese sudamericano, con la sospensione della Presidente Rousseff, dopo la diffusione di immagini che mostrano il gravissimo livello di inquinamento di alcune spiagge della città brasiliana, dopo l’appello di un gruppo di scienziati a rimandare l’evento a causa dell’imperversare del virus Zika e dopo l'invito degli indigeni brasiliani a non chiudere gli occhi di fronte alla persecuzione sistematicamente attuata nei loro confronti, ecco tornare di attualità un report delle Nazioni Unite, che accusa la polizia di Rio di uccisioni sommarie e violenze ai danni dei bambini di strada.

Lo scorso mese di ottobre, il Comitato sui Diritti dei Fanciulli, organismo delle Nazioni Unite che vigila sul rispetto della Convenzione sui diritti del fanciullo, ha infatti pubblicato la propria relazione periodica sullo stato dei diritti dei minori in Brasile, esprimendo grande preoccupazione per le violenze sistematicamente perpetrate dalla polizia ai danni dei bambini di strada e dei minori che vivono nelle favelas.

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Photo Credit Jefferson Bernardes / AFP / Getty Images

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Photo Credit Mario Tama / Getty Images

In quell'occasione, la vice-presidente del Comitato, Renate Winter, ha denunciato l’attuazione, da parte delle forze dell’ordine, di una sorta di "operazione di pulizia", tra uccisioni sommarie e detenzioni arbitrarie di minori, volta a migliorare l'immagine di Rio, per presentarla al mondo come una città senza problemi.

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La denuncia dell'Onu trova conferma nei dati diffusi da Amnesty International lo scorso mese di aprile, che mostrano come nel 2015 e dei primi mesi del 2016 ci sia stato un notevole incremento delle uccisioni compiute dalla polizia brasiliana. Nello stato di Rio de Janeiro, le morti causate dalle forze dell’ordine sono aumentate del 54% in due anni, rispetto ai dati del 2013. E, nella maggior parte dei casi, le vittime sono giovani e giovanissimi di colore, che vivono nelle aree più povere della città.

La situazione è gravissima e contraddice quei valori di fratellanza e di solidarietà su cui poggia o, almeno, dovrebbe poggiare un’Olimpiade. Per questo, è da poco stata lanciata la petizione Witnesses not Accomplices, per prendere le distanze dagli atti di violenza compiuti ai danni dei minori e chiedere a gran voce che l’evento sportivo diventi un’occasione per raccogliere fondi a favore dei bambini di strada brasiliani.

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“Le Olimpiadi, fra spettatori paganti, diritti televisivi, iniziative commerciali, concessioni edilizie, infrastrutture, muoveranno un giro di affari di decine di miliardi di dollari." - recita il testo della petizione - "Noi ci rivolgiamo al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, perché si faccia garante per realizzare il progetto Witnesses not Accomplices, che prevede che il 3% di ogni transazione commerciale, per queste Olimpiadi, sia destinata ai meninos de rua attraverso le numerose associazioni che si occupano dei bambini di strada. Se non ce la faremo a raggiungere questo obiettivo entro il 31 luglio, chiederemo ai nostri atleti, alle nostre organizzazioni sportive, ai nostri governanti di boicottare le Olimpiadi e ci impegneremo a non partecipare, a non essere spettatori di una inaccettabile ipocrisia.”

Per firmare la petizione clicca qui.

Lisa Vagnozzi

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