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"Paese che vai usanza che trovi" e anche il Capodanno non rimane fuori da questo antico detto popolare. In tutto il mondo, infatti, la notte di San Silvestro viene celebrata in base alle proprie tradizioni.

Non ci sono quindi solo il panettone, il vischio e il brindisi di mezzanotte per salutare il vecchio e accogliere il nuovo anno ma, tanti altri gesti simbolici e non, che rendono speciale questo momento.

Iniziando proprio dal nostro Paese. In Italia infatti, da nord a sud, non mancano le lenticchie che “portano soldi”, tradizione che si fa risalire ai romani quando questo legume simboleggiava l’abbondanza, c'è poi il classico bacio sotto il vischio da appendere alla porta per scacciare gli spiriti maligni e il rito di indossare qualcosa di rosso come portafortuna.

In Francia, l’appuntamento di Capodanno si dà all’Arco di Trionfo e agli Champs Elysees con il concerto e i fuochi d’artificio alle spalle della Tour Eiffel. Il Reveillon de Saint-Sylvestre si festeggia ballando tutta la notte con la famiglia e gli amici, non mancano mai il vischio e lo champagne di cui si fanno volare i tappi in aria.

Nella vicina Spagna, secondo un'antica tradizione popolare 12 secondi prima della mezzanotte si mangiano 12 chicchi d'uva, uno per ogni mese dell'anno, uno a ogni rintocco dell’Orologio della Puerta del Sol di Madrid. L’usanza risale al 1909 e ha origine da un espediente utilizzato dai coltivatori di Alicante, città del Sud della Spagna, per disfarsi del surplus di un abbondante raccolto. Non si può brindare se prima non si mette nel bicchiere un anello e lo si fa tintinnare per tre volte consecutive, poi si beve tutto d’un fiato. Gli spagnoli mangiano poi i buñuelos, delle sfogliatine ricoperte di zucchero e indossano come gli italiani un indumento rosso.

Ayuntamiento en Navidad Valencia

Photo credit

Nel Regno Unito si pesca con le mani la frutta secca immersa in un liquore infiammato, si salta in un cerchio di tredici candele rosse senza spegnerne nemmeno una e si mangia una mela sospesa ad un filo. Oltre ai giochi tipici c’è un’altra tradizione: nulla deve lasciare la casa il primo giorno dell’anno, neanche i rifiuti.

E se a Vienna ci si tuffa nell'acqua ghiacciata, in Belgio si saluta il nuovo anno con una zuppa di cipolla gratinata mettendo sotto la ciotola una moneta o una foglia di cavolo, che assicurano abbondanza.

In Grecia il 31 dicembre si festeggia San Basilio, ovvero Babbo Natale che porta i doni ai bambini. Chiunque entra in casa per primo, deve rompere un melograno, simbolo di fedeltà e di fecondità, gettandolo per terra: più chicchi si rompono e più si è fortunati. Per la cena si prepara la vassilopitta, un pane all'interno del quale viene inserita una moneta d'oro o d'argento e chiunque la trovi sarà fortunato per tutto l’anno.

In Germania si brinda con il feuerzangenbowle, bevanda della fraternità fatta con vino rosso, spezie, bucce d’arancia e rum. È tradizione mascherarsi come se fosse Carnevale, si offrono noci, nocciole e uvetta. Si legge il futuro versando il piombo nell’acqua fredda e se si forma una palla è un buon segno.

Die größte Feuerzangenbowle der WeltPhoto credit

Abbandoniamo l’Europa e spostiamoci in Russia dove il Capodanno si celebra due volte: il 31 dicembre per il calendario Gregoriano e il 13 gennaio secondo quello Giuliano. La cena inizia verso le 19 quando con vino o vodka si dà l’addio all'anno vecchio, mentre al dodicesimo rintocco si apre la porta per far entrare il nuovo. Dopo la mezzanotte, i russi mangiano prugne secche ricoperte di panna acida e farcitura alla nocciola. Anche l’albero di Natale viene fatto nella notte di San Silvestro aspettando la mezzanotte scandita dalla Torre Spasskaja del Cremlino.

In Giappone le feste per il nuovo anno vanno dal 1 al 3 gennaio quando si dà il benvenuto agli spiriti degli antenati. Le case sono decorate da rami di pino e bambù o con di fili di paglia. La tradizione vuole poi che vengano spedite cartoline augurali ai parenti, ci si scambi dei sacchetti (Shogatsu, cioè una nuova anima, dono delle divinità) e si faccia una visita ai templi. All'alba del primo giorno dell'anno la campana suona per 108 volte per confessare i 108 peccati propri degli uomini. Accanto alla tradizione di indossare biancheria intima rossa, c’è quella di pulire la casa per scacciare il vecchio e lasciare posto al nuovo.

In Cina il Capodanno cade tra il 21 gennaio e il 19 febbraio, è una festa incredibile fatta di canti, balli e spettacoli pirotecnici che servono a tenere lontano e a spaventare il mostro Nian. Il colore predominante è il rosso e dopo 15 giorni di festeggiamenti si conclude con la danza delle lanterne.

Capodanno cinesePhoto credit

Dall’altro lato del Pianeta, negli Stati Uniti, si festeggia con zabaione a base di brandy, miele, uova e spezie. A Times Square a New York ogni anno il countdown coincide con l’arrivo della tradizionale sfera gigantesca che scende lentamente dalla piazza, New Year’s Eve Ball e finisce con i fuochi d’artificio. Gli americani escono di casa e poi rientrano con un simbolo di fortuna come una pietra o un ramo e a mezzanotte tutti con un penny in mano per assicurarsi soldi tutto l'anno.

Tutto il Sud America è accomunato dall'allegria contagiosa: in Argentina il Capodanno è una festa estiva, tra le tradizioni quella di tritare la carta riducendola in piccoli pezzi che poi vengono buttati dalle finestre, liberandosi così di tutto ciò che è inutile. E si organizzano picnic in tutto il Paese.

Il Réveillon brasiliano è una festa in piazza, a Rio de Janeiro e a San Paolo si usa vestirsi di bianco, simbolo della pace e della tradizione afrobrasiliana. L’anno inizia con le offerte alla dea Iemanja (la sirena delle acque) poste su piccole zattere illuminate da candele e spinte al largo in balia della corrente. Altra tradizione è il salto delle prime sette onde del nuovo anno per attirare la fortuna.

In Messico si rompe una piñata come portafortuna, si mangiano i 12 chicchi di uva come in Spagna e molti escono di casa con le valige per poter viaggiare tutto l’anno. È usanza spegnere e accendere il fuoco per tutto il giorno, alternando pietre e mestoli di legno sulla fiamma.

E voi ne conoscete altre?

Dominella Trunfio

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