autosufficienti

Se vogliamo diventare autosufficienti e indipendenti, proviamo a metterci in gioco a partire dagli aspetti principali della nostra vita quotidiana e iniziamo a porci alcune domande utili a migliorare il nostro stile di vita.

Qual è il nostro modo di fare la spesa? Da dove proviene il nostro cibo? I nostri consumi energetici sono eccessivi? In questo modo potremo identificare meglio gli ambiti in cui ci piacerebbe migliorare.

Si tratta di un percorso da compiere passo dopo passo, ancora meglio se con la collaborazione di tutta la famiglia o coinvolgendo la comunità della città o del quartiere in cui si vive. Mai come in questo caso, ognuno di noi può davvero fare la differenza.

Ecco alcuni consigli utili per progredire verso l'autosufficienza e una maggiore indipendenza.

1) Fare il pane in casa

autosufficienza indipendenza autoproduzione

Fonte foto: Richard Austin

Di solito comprate il pane al supermercato e non sapete mai se sia davvero pane fresco o se si tratta di un prodotto surgelato? Preparare il pane in casa è uno dei passi più semplici verso l’autosufficienza. Si può richiedere in dono della pasta madre a chi la utilizza già e poi iniziare ad impastare con le farine acquistate dal contadino.

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2) Coltivare l’orto

Chi è alla ricerca di una progressiva autosufficienza dal punto di vista alimentare, può cominciare a pensare di coltivare un orto. L’ideale è avere a disposizione lo spazio per realizzare un orto in casa propria. In alternativa, molte città danno la possibilità di prendere in affitto o di gestire un orto sul proprio territorio. Coltivare l’orto è probabilmente l’unico modo per conoscere davvero la provenienza del nostro cibo.

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3) Autosufficienza energetica

In Italia sono necessari ancora molti passi avanti per poter vivere completamente scollegati dalla rete elettrica nazionale e dalla fornitura del gas, ma già nel 2012 nelle Marche è nata la prima casa off-grid autonoma. Questo progetto permette all’abitazione di avere a disposizione energia pulita a impatto e chilometri zero: qui viene prodotta, gestita distribuita e utilizzata, senza la necessità di reti, intermediari o filiere di distribuzione.

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4) Trasformare la propria passione in una piccola attività

Purtroppo in Italia la burocrazia può diventare un grande ostacolo da questo punto di vista. Per trasformare la propria grande passione in una piccola attività è necessario informarsi bene sulle procedure e sugli eventuali investimenti. In ogni caso è sempre possibile portare avanti le proprie passioni creative almeno come hobby. Chi crea e autoproduce può pensare al baratto come forma di scambio gratuito nel cammino verso una maggiore autosufficienza.

5) Cambiare il modo di fare la spesa

Fin da subito possiamo decidere di modificare il nostro modo di fare la spesa per renderci più indipendenti dai supermercati e in generale dalla grande distribuzione. E allora informiamoci sulle aziende agricole bio che fanno vendita diretta nella nostra zona, andiamo alla ricerca dei mercati del contadino e dei Gruppi d’Acquisto Solidale, che permettono di fare la spesa al di fuori delle logiche dei centri commerciali e con un maggior rispetto per i lavoratori.

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6) Ridurre i consumi energetici

Se non possiamo essere completamente autosufficienti dal punto di vista energetico, possiamo almeno provare a ridurre drasticamente i consumi e a risparmiare sulle bollette della luce e del gas. Con l’arrivo dei mesi freddi non esageriamo con l’accensione dei termosifoni per raggiungere temperature tropicali in casa e nello stesso tempo prestiamo attenzione a non eccedere con l’uso dei condizionatori in estate. Installiamo lampadine a risparmio energetico e controlliamo la classe energetica degli elettrodomestici prima di acquistarli.

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7) Prepariamo in casa le conserve

Se siamo un po’ stanchi di acquistare le conserve e le marmellate al supermercato, rimbocchiamoci le maniche e iniziamo a prepararle in casa. Si tratta del modo più semplice per utilizzare il surplus dell’orto. Ad esempio, quando abbiamo a disposizione della frutta molto matura che altrimenti rischieremmo di non consumare in tempo, dedichiamoci alla preparazione delle confetture.

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8) Condividiamo e risparmiamo con la sharing economy

Condividere invece di acquistare un bene che diventerà di nostra proprietà, creando una nuova dipendenza. Ecco il concetto alla base della sharing economy che anche in Italia sta coinvolgendo diversi aspetti della vita quotidiana di chi la sceglie. Si può mettere il divano di casa propria a disposizione dei viaggiatori per avvantaggiare l’ospitalità a basso costo ma ad alta qualità, per esempio. Grazie alla sharing economy si condividono viaggi e passaggi in auto con vantaggi per l’ambiente e il portafogli, si scambiano case per le vacanze e tanto altro ancora.

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9) Partecipiamo a una Banca del Tempo

Mai come in questo caso il tempo è denaro, anzi, fa risparmiare denaro. Grazie alla rete delle Banche del Tempo ognuno può mettere a disposizione gratuitamente il proprio tempo e le proprie competenze e ricevere in cambio l’aiuto o il servizio prescelto al momento del bisogno. Ad esempio un insegnante di inglese può mettere a disposizione le proprie competenze per una lezione e riscuotere il proprio credito chiedendo l’aiuto o la consulenza in altri ambiti da parte di uno dei partecipanti alla Banca del Tempo di cui fa parte.

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10) Diamo spazio al saper fare

Riscopriamo l’importanza del saper fare e dedichiamoci il più possibile all’autoproduzione. Coltivare l’orto, fare il pane e preparare le conserve sono soltanto alcuni spunti per iniziare ad essere più autonomi e indipendenti ma possiamo anche percorrere altre strade a seconda delle nostre capacità e inclinazioni. A volte basta mettersi in gioco e provare ad imparare qualcosa di nuovo: cucire, lavorare a maglia, preparare la pasta fatta in casa, imbiancare, fare piccole riparazioni e tanto altro ancora.

Marta Albè

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