passi

Immagina di dover lasciare il tuo paese, il tuo luogo di nascita, la tua casa. Immagina di dover partire per paura che tu, la tua famiglia o i tuoi amici possiate essere uccisi. Immagina di camminare per giorni, settimane o mesi nel deserto o nella neve, o di attraversare il mare agitato dentro un gommone in cerca di un posto sicuro.

Questo incubo è la realtà per più di 51 milioni di persone nel mondo, costrette a fare milioni di passi per sopravvivere. Di questi, 16 milioni sono rifugiati, più di 33 milioni sfollati interni e circa 1,2 milioni richiedenti asilo. Per questo è nata la campagna #MILIONIDIPASSI di Medici Senza Frontiere, dedicata alle persone in fuga da guerre, violenza e povertà, con un appello all'opinione pubblica e ai governi perché sia ridata umanità al tema delle migrazioni forzate e venga garantito il diritto di tutti ad avere salva la vita.

Dai conflitti in Medio Oriente alle violenze croniche nell'Africa sub-sahariana, all'instabilità in Ucraina, Libia e Nigeria, oltre 51 milioni di persone sono costrette a fuggire e vivono in condizioni disperate, spesso senza accesso a beni di prima necessità e assistenza. È l'esodo più imponente degli ultimi cinquant'anni. Ma i governi occidentali si concentrano sulla protezione dei propri confini.

Nei sovraffollati campi per rifugiati siriani, nei deserti africani, nei boschi della Serbia, tra le montagne dello Yemen, lungo le strade dal centroamerica agli Stati Uniti, sulle isole greche e alle banchine dei porti siciliani, anche migliaia di medici, infermieri, psicologi, logisti di MSF (di cui circa 400 italiani) compiono i loro passi per raggiungerle e dare loro l'aiuto di cui hanno bisogno: offrono assistenza medica e psicologica, curano i feriti e le vittime di violenze, assistono le madri nel dare alla luce i loro bambini, effettuano campagne di vaccinazione, forniscono cibo e acqua pulita.

"Queste persone sono costrette a fuggire perché non hanno altra scelta per sopravvivere – ha detto Loris De Filippi, presidente di Medici Senza Frontiere – Sono vittime, ma vengono considerate una minaccia. Serve un nuovo approccio umanitario, che guardi alle loro indicibili sofferenze e alle ragioni della fuga, non al loro status legale o ai timori dei paesi di arrivo. Come MSF siamo testimoni del loro esilio, in aree remote come sulle coste italiane. Chiediamo a tutti di fare il proprio passo perché abbiano salva la vita e trovino l'aiuto e la protezione che meritano".

Il simbolo della campagna #Milionidipassi sono le scarpe rovinate, ricucite, distrutte, segno del dramma ma anche strumento di salvezza. Per tutto l'anno, testimonianze, dibattiti, installazioni itineranti e iniziative sul web, come quella dello shoe-selfie, che invita tutti a inviare una foto e una storia delle proprie scarpe attraverso la app gratuita.

Per aderire alla campagna clicca qui www.milionidipassi.it

Roberta Ragni

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