Kate Perry nel mirino della Peta: animali veri nel video di "Roar"

katy-perry-roar

Katy Perry ha scelto un perfetto "animalier style" per il suo ultimo singolo "Roar". Ma non tutti sono soddisfatti del tema giungla che accompagna il video musicale. In particolare, a puntare il dito contro la cantante ventottenne, idolo indiscusso di milioni di ragazzine in tutto il pianeta, è la PETA, che denuncia l'uso di animali in carne e ossa nel video.

Scimmie, tarantole ed elefanti, infatti, sono stati utilizzati come attori all'interno della clip della star, che non si è affatto curata dei danni arrecati loro con questa scelta del tutto anacronistica nell'era in cui tecnologie ed effetti speciali ormai possono dar vita a scenografie realistiche ed altrettanto coinvolgenti. Grazie ad animatronics, animazione, immagini generate al computer non vi è alcuna ragione per sottoporre gli animali a una vita di miseria come "attori".

"Gli animali utilizzati per l'intrattenimento devono sopportare terribili crudeltà e soffrono per via dell'isolamento e dei metodi di addestramento violenti. Spesso diventano stressati e ansiosi quando sono trasportati in giro e costretti a vivere in situazioni che a lor non sono affatto familiari", ha detto un portavoce dell'associazione animalista Usa.

La giovane Perry, precedentemente sostenuta da PETA per il suo stile di vita vegetariano intrapreso con l'ex marito Russell Brand, potrebbe aver assoldato, per avere gli animali sul set, una società che è da tempo sotto stretta osservazione. Si tratterebbe del Serengeti Ranch, ispezionato dal Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti 22 volte dal 2001. E l'invito non può che essere quello di boicottare l'album, la cui uscita è prevista nei negozi il 22 ottobre.

Roberta Ragni

LEGGI anche:

- Animali vivi negli spettacoli del Teatro alla Scala

mediterranea pelle

Mediterranea

Dimmi quanti anni hai e ti dirò di cosa ha bisogno la tua pelle

ecogreen

Ecogreen

La prima sneaker certificata Ecolabel!

whatsapp gratis
corsi pagamento