Scoperto a Villa Adriana un triclinio acquatico unico al mondo

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Banchetti in piscina anche nell’antica Roma? È proprio quello che ha scoperto un team di archeologi dell’Università Pablo de Olavide di Siviglia (Spagna) che ha ritrovato un triclinio “galleggiante” unico al mondo a Villa Adriana, nei pressi di Tivoli, nel Lazio.

L’imperatore Adriano, a Villa Adriana a lui intitolata, non si accontentava di banchettare in sfarzose, ma comuni, sale di ricevimento. Nella maestosa Villa di Tivoli, patrimonio dell’Unesco, festeggiava con i suoi ospiti su una lastra di marmo “galleggiante”. Una struttura incredibile, unica al mondo, è stata appena rinvenuta.

La scoperta è avvenuta nell’ambito della collaborazione dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Roma e Provincia con l’Università Pablo de Olavide di Siviglia. Ed è sul serio il più importante ritrovamento archeologico recente avvenuto nel sito.

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Come si legge sul sito del Ministero dei Beni Culturali (MiBACT), il triclinio acquatico è stato portato alla luce nell’area di Palazzo, dove peraltro si conserva il nucleo di una villa repubblicana a partire dalla quale è stata edificata la residenza adrianea.

Quello che abbiamo trovatospiega Prieto al quotidiano spagnolo ABC – è un ninfeo, una fontana monumentale: è come una grande piscina con fontane tutto attorno, con un alcuni pilastri di marmo sui quali l’imperatore Adriano sistemava una passerella, anch’essa in marmo di Carrara, e con questa si allestiva un triclinio, una sala per i banchetti acquatica, dove si aveva la sensazione di galleggiare sull’acqua stando su una piattaforma di marmo”.

La novità di recente emersa è un triclinio in marmo, sul quale si poteva banchettare semisdraiati, secondo l’uso antico, ma a pelo d’acqua, poiché la struttura costituiva una vera e propria isola di marmo in una sorta di ninfeo.

“Villa Adriana – ha commentato il direttore delle Villae, Andrea Bruciati – è oggi più che mai un attivo cantiere di studi e una fucina di saperi e novità. L’équipe spagnola ha rinvenuto un elemento architettonico germinale che sarà poi sviluppato nel complesso Canopo-Serapeo. Illuminato e ambizioso, l’imperatore ha preferito dedicarsi ad una progettualità costruttiva fatta di grandi e meravigliose opere, da cui è disceso l’insieme straordinario e vario della villa, in continuo movimento e tensione fra le parti, protesa verso un’idea di perfezione e completezza. L’eccezionalità del sito ne fa un palinsesto cangiante e primario al contempo, ispirando nell’Istituto un progetto di gestione e valorizzazione del patrimonio archeologico, monumentale e naturalistico improntato all’interdisciplinarietà e alla trasversalità”.

Fonti di riferimento: MiBACT / ABC

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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