Trashcam project: quando il cassonetto della spazzatura diventa una grande macchina fotografica e uno strumento d’arte

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Prendi un gruppo di uomini intraprendenti e piuttosto creativi, un classico cassonetto della spazzatura opportunamente trasformato in una gigantesca fotocamera con foro stenopeico e l’importanza della lotta all’inquinamento: così nasce il progetto Trashcam , realizzato ad Amburgo da Christoph Blaschke, Mirko Derpmann, in collaborazione con la Scholz & Friends Berlin e della nettezza urbana di Amburgo. Obiettivo? Immortalare con queste “bidon-camere” i posti più belli della città, mostrandone le bellezze ma anche, e soprattutto, l’importanza di tenerle pulite ogni giorno e di combattere l’inquinamento che le affliggono.

Così, mescolando tecnica, sapienza e arte, dopo aver convertito cassonetti in camere stenopeiche giganti, sono nati dei bellissimi scatti che offrono davvero un punto di vista alternativo. Il metodo è abbastanza semplice: praticando un piccolo foro su un lato del cassonetto, l’immagine viene proiettata su un foglio gigante di carta fotografica da 106×80 cm sospeso all’interno. Ogni scatto, in condizioni di esposizione ottimale, può richiedere fino a 1 ora di esposizione per catturare l’immagine, che viene poi sviluppata nel laboratorio speciale del fotografo Matthias Hewing.

Ma la stenoscopia, un procedimento fotografico che sfrutta il principio della camera oscura per la riproduzione di immagini, può essere realizzata utilizzando qualsiasi contenitore in grado di trattenere la luce, come lattine di caffè. Per costruirla, l’attenzione maggiore va data alla realizzazione del foro, che deve essere sottile e con diametro ridotto. “Un metodo spesso utilizzato è quello di utilizzare un sottile foglio di alluminio simile a quello utilizzato nelle lattine, squadrato con lato di circa 3 cm e reso sottile nella zona centrale attraverso l’azione della carta abrasiva. Riducendo lo spessore della lamina si diminuisce la vignettatura, a causa delle ombre prodotte dai bordi del foro“, spiega Wikipedia .

Insomma, tanto ingegno, riciclo creativo, costo estremamente basso degli strumenti, nonché ottimi e originali risultati. Questa è la ricetta del Trashcam project, quando un cassonetto della spazzatura diventa strumento dell’arte fotografica più bella e della lotta all’inquinamento delle città.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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