Trash Art: a Berlino le sculture di denuncia create da Bosso Fataka con la spazzatura

bosso fataka cover

Dalla Spagna, a Londra, fino alla Germania. Il riciclo creativo non conosce confini e si trasforma ancora una volta in street art, per denunciare il degrado delle grandi metropoli occidentali e l’accumulo incessante di rifiuti lungo le strade. A Berlino troviamo ora in azione il collettivo Bosso Fataka, che si impegna nella creazione di sculture elaborate proprio a partire dalla spazzatura.

I sociologi e gli psicologi hanno elaborato numerose teorie che riguardano la nostra incapacità di fare la raccolta differenziata in modo corretto e di valorizzare oggetti ancora in buono stato. Come agire contro il continuo accumulo di rifiuti? La trash art si è ormai fatta strada anche in Germania, alla ricerca di nuove risposte e per denunciare la situazione attuale.

Il collettivo artistico Bosso Fataka è attivo dal 2011. Tre artisti del riciclo creativo si impegnano nella creazione di sculture dal recupero di rifiuti di vario genere. Le creazioni vengono spesso sospese nel vuoto impiegando materiali plastici e pellicola trasparente. Tra le strade di Berlino sono comparse vere e proprie installazioni, che hanno visto come protagonisti materassi e carrelli della spesa abbandonati, poi appesi tra alberi o cancellate.

Alcune installazioni prevedono l’inserimento di personaggi avvolti dai rifiuti, così da amplificare il messaggio di denuncia. Il trio di artisti ha iniziato il proprio lavoro dopo aver constatato l’enorme e sempre crescente quantità di rifiuti prodotti dalla nostra società. Così, ha iniziato ad inserire la spazzatura in un nuovo contesto, in cui i rifiuti potessero trasformarsi in nuovi oggetti e assumere forme inaspettate.

bosso fataka 1

bosso fataka 2

bosso fataka 3

L’obiettivo? Stupire e shockare, ma soprattutto far riflettere. Gli artisti di Bosso Fataka traggono ispirazione proprio dalle strade di Berlino e dagli oggetti abbandonati che riescono a recuperare lungo le vie. Non di rado le loro opere vengono distrutte o rovinate da atti vandalici. Secondo Bosso Fataka, però, anche gli attacchi alle sculture sono parte del gioco, o meglio, del ciclo di creazione e distruzione che interessa di continuo gli oggetti e i materiali d’uso comune.

Marta Albè

Fonte foto: facebook.com/bosso-fataka

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