The tree project: l’arte che dà espressione agli alberi

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Vi avevamo già parlato di Guerrilla Knitting e Yarn Bombing come forme d’arte e espressioni di creatività volte ad abbellire sia l’ambiente urbano che il paesaggio rurale, in particolare nel caso di aree abbandonate e piuttosto desolate, al fine di attirare l’attenzione su di esse. Da qualche tempo esiste però anche una differente forma artistica che si prefigge di veicolare maggiormente il nostro sguardo critico nei confronti della natura, con particolare riferimento agli alberi.

A tale proposito è nato in Germania un progetto denominato “The Tree Project” e guidato dal collettivo artistico Zonenkinder. Esso trae ispirazione dalla bellezza della natura e degli alberi, ma non unicamente a fini estetici. I tronchi degli alberi vengono scelti per essere utilizzati come se fossero tele su cui dipingere – naturalmente senza arrecare alcun danno alle piante – e dare vita a volti ed espressioni capaci di regalare agli alberi un aspetto antropomorfo, che dovrebbe condurre l’osservatore a sentirsi maggiormente in sintonia con essi.

Scopo primario del progetto è quello di dimostrare come la nostra attenzione verso gli alberi sia spesso nulla e come il nostro atteggiamento nei loro confronti sia di solito indifferente, se non addirittura distruttivo. Si potrebbe pensare che gli alberi siano già così caratterizzati da una stupefacente bellezza naturale grazie alla quale non vi dovrebbe essere il bisogno di realizzare delle opere d’arte su di essi per renderli maggiormente visibili ed apprezzabili ai nostri occhi, ma le continue notizie relative alle operazioni di disboscamento, spesso fraudolento ed illegale, delle foreste, ci lasciano comprendere come il rispetto verso di essi spesso raggiunga livelli pressoché nulli.

tree project 2

tree project 3

Gli alberi dai tronchi dipinti con volti ed espressioni simpatiche o pensose sono diventati protagonisti del n.a.t.u.r. Festival che si è svolto nel mese di maggio di quest’anno in Germania, nella località di Bochum. Se potessimo scorgere sui tronchi degli alberi dei volti e delle espressioni simili alle nostre, diventeremmo più rispettosi nei loro confronti? La capacità di individuare sembianze umane in ciò che di non-umano ci circonda è chiamata “pareidolia”. Essa rappresenterebbe una sorta di illusione subcosciente che si ipotizza abbia giocato un ruolo non secondario nella nostra evoluzione, in particolare ai fini della sopravvivenza e del riconoscimenti di eventuali nemici o situazioni di pericolo.

Marta Albè

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Life Coach, insegnante di Yoga e meditazione. Autrice del libro “La mia casa ecopulita” edito da Gribaudo - Feltrinelli editore.
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