La scuola abbandona centinaia di libri sul marciapiede, i bimbi li salvano dal macero

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Mandare al macero dei libri può avere lo stesso terribile aspetto di un sacrilegio, con essi si manda al macero la cultura, o anche solo una possibilità in più di nutrire la mente. E questa volta a ricordarcelo sono dei bambini, piccole creature che del libro ne conoscono bene il valore, una fortuna da tenerci bella stretta e dalla quale possiamo solo imparare.

Tutto accade a Milano, nel quartiere Dergano/Bovisa: qui, nel tempo in cui librerie chiudono o prendono fuoco, la scuola materna Guicciardi aveva deciso che aveva dei libri di troppo – 200 circa – da dover eliminare a causa di una mancanza di spazio. E allora ha pensato bene di ammassarli accanto al bidone dell’immondizia, in attesa che l’Amsa li venisse a prendere per smaltirli.

Sacrilegio, appunto. Quei libri, ammassati a mo’ di spazzatura sarebbero stati destinati al secchio se non fossero intervenuti loro, un esercito di bimbi e genitori allibiti e contrariati: quei libri non si toccano!

I bambini della materna, infatti, appena arrivati all’ingresso ieri mattina, hanno trovato tutti quei volumi di ogni forma e dimensione e tutti in buone condizioni. In un batter d’occhio il passaparola è stato più potente di ogni mezzo e mamme, papà e cuccioli hanno fatto a gara per prendere i libri e portarseli a casa. La “massa critica e d’azione”, come si è autodefinito il gruppo improvvisato, è riuscita ad anticipare l’Amsa: quando il furgoncino della spazzatura è arrivato, sul marciapiede non c’era quasi più niente.

La responsabile della scuola, reduce da qualche giorno di assenza, dice di non essere stata informata dei fatti, mentre l’assessore all’Educazione Laura Galimberti ha dichiarato di voler aprire un’indagine interna, dal momento che è prassi del Comune destinare i libri non usati da un istituto alle esigenze di un altro e non certo lasciarli per strada in attesa dello smaltimento.

libri scuola milano

Foto

Anche la biblioteca Dergano – Bovisa di via Baldinucci, famosa per la sua forte politica di integrazione con la comunità cinese, ha espresso la sua indignazione: la responsabile Monica Achille ha dichiarato di non essere stata interpellata da nessuno sulla possibilità di prendere quei testi: “Nessuno ci ha chiesto se potevano servirci. Li avremmo selezionati e presi con gioia”, dichiara la responsabile Monica Achille.

Certo, una volta sventato il pericolo che tanti libri venissero buttati, ci rimane ora un dubbio: davvero c’è stato chi aveva preso  una decisione così “leggera” e irriverente?

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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