La sensazionale scoperta archeologica dei rilievi rupestri di Faida, in Kurdistan, vince il premio mondiale 2020

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E’ considerata una delle scoperte archeologiche più importanti degli ultimi tempi e in questi giorni ha conquistato un prestigioso premio. L’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, è stato infatti assegnato ai “dieci rilievi rupestri assiri nel Kurdistan Iracheno”, ritrovati a Faida.

Le sculture di Faida inoltre si sono aggiudicate anche lo “Special Award”, il Premio alla scoperta con il maggior consenso sulla pagina Facebook della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, che cinque anni fa, nel 2015 ha dato via al premio annuale volto a riconoscere le scoperte di maggiore rilievo.

Per l’edizione 2020 è una ricerca italio-curda, condotta dall’Università di Udine e dalla Direzione delle Antichità di Duhok, a conquistare il titolo. Si deve infatti a Daniele Morandi Bonacossi, Direttore della Missione Archeologica Italiana nel Kurdistan Iracheno e Ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico dell’Università di Udine, e al suo team la scoperta di dieci imponenti rilievi rupestri risalenti all’VIII sec. a.C. e raffiguranti il sovrano e i grandi dei d’Assiria nel sito archeologico di Faida, 20 km a sud della città di Duhok e 50 km da Mosul, nel Kurdistan iracheno settentrionale.

Il premio verrà consegnato il 20 novembre prossimo a Paestum, in occasione della XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico ma i vincitori sono già stati annunciati.

I rilievi rupestri di Faida

Tra settembre e ottobre 2019, la missione congiunta italo-curda guidata dall’ateneo di Udine ha individuato presso il sito archeologico di Faida dieci imponenti rilievi rupestri di epoca assira (VIII-VII secolo a.C.). Essi erano scolpiti nella roccia lungo un antico canale d’irrigazione lungo quasi 7 km, alimentato da un sistema di risorgenti carsiche, probabilmente fatto scavare dal sovrano assiro Sargon II (721-705 a.C.) alla base di una collina.

Oggi, il canale, largo circa 4 metri, è quasi completamente sepolto sotto spessi strati di terra prodotti dall’erosione del fianco della collina. Dal canale principale si diramavano canali più piccoli, che consentivano di irrigare i campi circostanti e di aumentare la produzione agricola della campagna dell’entroterra di Ninive, la capitale dell’impero.

Lì, gli archeologi hanno trovato i lunghi pannelli altri 2 metri e lunghi 5. Su di essi sono raffigurate alcune figure sacre, dal dio Assur, la principale divinità del pantheon assiro, su un dragone e un leone con corna, a sua moglie Mullissu, seduta su un trono sorretto da un leone. Sono presenti anche il dio della Luna, Sin, anch’egli su un leone con corna, il dio della Sapienza, Nabu, su un dragone, il dio del Sole, Shamash, su un cavallo, il dio della Tempesta, Adad, su un leone con corna e un toro e Ishtar, la dea dell’Amore e della Guerra su un leone.

kurdistan

©Alberto Savioli per LoNAP/Università di Udine

“L’inserimento della scoperta dei rilievi assiri di Faida nella rosa delle candidature al premio intitolato a Khaled Al-Asaad – sottolinea Daniele Morandi Bonacossi – è un traguardo molto importante per il nostro progetto, frutto di una stretta collaborazione con i colleghi e le autorità del Kurdistan iracheno e di una sinergia sistemica fra il nostro Ateneo, il Ministero degli Affari Esteri, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Fondazione Friuli ed ArcheoCrowd nella convinzione condivisa che l’Università di Udine, sede del primo dipartimento in Italia dedicato alla storia e tutela dei beni culturali, possa e debba competere con le più importanti istituzioni scientifiche internazionali nella protezione e valorizzazione del patrimonio culturale dell’umanità”.

L’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”

Tale premio è stato intitolato all’archeologo siriano che nel 2015 ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale del sito di Palmira ed è l’unico riconoscimento mondiale dedicato agli archeologi. Il premio è assegnato in collaborazione con le testate giornalistiche internazionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), Archéologia (Francia), as. Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia); dal 2020 anche con British Archaeology (Regno Unito).

Le cinque scoperte archeologiche del 2019 candidate per la vittoria della 6a edizione del Premio

  • Iraq: nel Kurdistan presso il sito di Faida, a 50 km da Mosul, dieci rilievi rupestri assiri, gli dei dell’Antica Mesopotamia;
  • Cambogia: la città perduta di Mahendraparvata capitale dell’impero Khmer nella foresta sulle colline di Phnom Kulen a nord-est di Angkor;
  • Israele: a Motza a 5 km a nord-ovest di Gerusalemme una metropoli neolitica di 9.000 anni fa;
  • Italia: a Roma la Domus Aurea svela un nuovo tesoro, la Sala della Sfinge;
  • Italia: nell’antica città di Vulci una statua di origine etrusca raffigurante un leone alato del VI secolo a.C.

Fonti di riferimento: Università di Udine, Borsa Turismo Archeologico

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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