Portici di Bologna, approvata la candidatura a Patrimonio Mondiale Unesco

La lista del Patrimonio mondiale Unesco potrebbe arricchirsi di una nuova meraviglia tutta italiana, i portici di Bologna. La candidatura è stata approvata secondo quanto deliberato dal Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco.

Il sindaco Virginio Merola su facebook si è complimentato con la città di Bologna per l’importante candidatura:

“I Portici di Bologna sono la candidatura italiana alla Lista del Patrimonio Mondiale Unesco! Un grande e meritato traguardo per Bologna, un risultato di tutta la città. Bologna, ancora una volta, ha saputo esprimere il suo carattere più profondo: la capacità di collaborare assieme e uniti per la nostra città. Ringrazio l’Amministrazione comunale, gli assessori impegnati in questo imponente lavoro e tutti gli uffici il cui apporto è stato e sarà determinante”.

Anche il Comune di Bologna ha dedicato un post alla bella notizia:

“A Parigi! 😃 😲 😍 I #portici_di_Bologna sono la candidatura italiana alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO per il 2020.💪 😁”

E Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, su twitter ha scritto:

“La candidatura dei portici di Bologna alla lista del patrimonio dell’Umanità @UNESCO è una bellissima notizia per #Bologna e per l’Italia. I portici sono straordinari e unici e con la loro bellezza conquisteranno il mondo.”

Il dossier inviato per la candidatura, a cui hanno collaborato istituzioni e molte realtà del territorio, è diviso in 9 capitoli per un totale di 400 pagine in inglese e il responso della commissione valutatrice è atteso per febbraio 2021. Non sarà facile ottenere la qualifica visto che la lista è sempre più selettiva, soprattutto verso l’Italia che ha il maggior numero di siti Unesco al mondo, in tutto 54, ma ci sono sicuramente buone possibilità per farcela.

Anche perché gli attuali 62 km di portici, come ha sottolineato il Comune, sono un “elemento caratterizzante del tessuto urbano” bolognese, rappresentano un luogo di interscambio di valori umani, “un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico, o di un paesaggio, che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana.” E ancora avrebbero “eccezionale valore universale” dovuto alla loro “presenza pervasiva in tutta la città, sia in centro storico che in periferia”, alla “legislazione secolare, lo stato di conservazione e il loro uso quotidiano.”

Dal punto di vista sociale dal Medioevo ad oggi i portici hanno rappresentato, inoltre, un luogo di profonda integrazione dove “gli spazi civili e religiosi, le abitazioni private, appartenenti a tutti i ceti sociali, sono perfettamente integrati.”

Nella candidatura vengono citati in particolare Santa Caterina, via porticata risalente al XII – XIII secolo, Via Santo Stefano, piazza porticata risalente al XIII – XIV secolo, Baraccano, percorso porticato della fine del XV secolo, Via Galliera e via Manzoni, i Portici del Pavaglione e Piazza Maggiore, San Luca, Via Zamboni, il Portico della Certosa, Piazza Cavour e via Farini, il Quartiere Barca del XX secolo, Mambo del XX secolo.

Speriamo che anche il prossimo responso sia positivo!

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Photo Credit: Facebook

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018, ha pubblicato per Giochidimagia Editore "Il sogno attraverso il tempo". Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo".
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