Meravigliosa Pompei: trovato il cavallo bardato del comandante (FOTO e VIDEO)

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Era pronto per una battaglia o chissà, magari per un’operazione di soccorso, forse proprio quel terribile giorno, il 79 d.C., quando una coltre di fumo e lapilli ricoprì e soffocò Pompei, a seguito di una terribile eruzione del Vesuvio. Ed eccolo lì, “intatto”, soffocato anche lui. Eccezionale ritrovamento nel Parco Archeologico della cittadina scomparsa, tra i più visitati del mondo.

La scoperta, parte di un’operazione di scavo nella Villa suburbana di Civita Giuliana finalizzata ad arrestare l’attività illecita di tombaroli, ha portato alla luce un primo cavallo di razza, poi le zampe di un secondo animale e in ultimo la sagoma di un terzo equino, ricoperto di bardatura militare. E chissà che non sia solo l’inizio.

La tragica fine degli antichi abitanti di Ercolano e Pompei, così come di altre cittadine della zona del Vesuvio, è stata anche peggiore di quanto si sia sempre creduto. Da una recente indagine era emerso infatti che i malcapitati erano morti addirittura con sangue in ebollizione ed esplosione del cranio, oltre che soffocati. E questo vale, ovviamente, anche per altre specie animali.

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Morte terribile e sepoltura sotto coltri di cenere. Questo ha permesso il ritrovamento di interi corpi, grazie all’idea geniale del direttore degli scavi Fiorelli nel 1893, quando intuì che una colata di gesso all’interno di cavitá apparentemente vuote potesse far riapparire il contenuto. E così fu: il metodo dei calchi ci ha “restituito” Pompei, nel momento esatto della tragedia.

Tecnica che è applicata ancora oggi. Si continua infatti a scavare e a trovare istanti di vita e di morte. Quello che è accaduto in questi giorni. “L’intervento [nella Villa Suburbana di Civita Giuliana] aveva portato alla luce una serie di ambienti di servizio di una grande villa suburbana conservata in maniera eccezionale. Tra gli ambienti era stata individuata la stalla della tenuta dove si era potuto realizzare il calco di un cavallo di razza scrive il Parco Archeologico su Facebook.

L’operazione era iniziata a marzo, e nella prima fase di scavo era stata identificata una mangiatoia lignea, la sagoma integra di un cavallo e le zampe di un secondo animale, tutti rinvenuti con il metodo del calco.

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“Le attuali operazioni di scavo, avviate nel mese di luglio, hanno messo in luce integralmente tale ambiente e hanno individuato la parte restante del secondo cavallo e un terzo equide con i resti di una ricca bardatura di tipo militare si legge ancora sull’annuncio.

In particolare un cavallo giace sul fianco destro, con il cranio ripiegato sulla zampa anteriore sinistro (forse l’animale era legato alla mangiatoia e non era riuscito a divincolarsi). L’altro invece giace sul fianco sinistro, e sotto la mandibola conserva il morso in ferro. Di un altro invece, si sono rinvenute solo le zampe.

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L’ultimo equide è di evidente appartenenza “guerriera”. Durante la fasi di scavo si sono individuati infatti quattro reperti in legno di conifera rivestiti di lamina bronzea sulle coste della gabbia toracica, e quinto oggetto, sempre in bronzo, è stato recuperato sotto il ventre, in prossimità degli arti anteriori, formato da tre ganci con rivetti collegati da un anello a un disco. Chiari elementi di armatura.

Proprio lo scorso ottobre nel Parco Archeologico era stato ritrovato un suggestivo ‘Giardino incantato‘, un sontuoso larario fatto di paesaggi idilliaci con piante, uccelli e un’edicola sacra con dipinte le figure dei Lari protettori della casa.

Ma non era finita qui, perchè il sito di Pompei, famoso in tutto il mondo, è una miniera di tesori ancora da scoprire.

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Roberta De Carolis

Foto: Parco Archeologico di Pompei, via Facebook

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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