“Se ne vanno”, la poesia da brividi che rende omaggio all’intera generazione di nonni strappata via senza neanche una carezza

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Il coronavirus sta facendo molte vittime, in particolare tra le persone anziane. Un’intera generazione di nonni, soprattutto nel Nord Italia, se ne sta andando lasciando un vuoto enorme. Una poesia rende omaggio a queste persone che hanno lavorato per far crescere il nostro paese, che hanno superato la guerra ma che ora un virus ci sta portando via.

Ormai è noto, il coronavirus presenta complicazioni soprattutto per chi è un po’ avanti con l’età. La maggior parte dei morti ad oggi registrati, non a caso, ha più di 80 anni. Persone più fragili, magari con patologie pregresse e una lunga vita trascorsa lavorando in tempi e condizioni molto diverse da quelle attuali.

Un’intera generazione di nonni, con un bagaglio culturale e affettivo enorme, ci stanno lasciando e il dolore è grande. C’è chi ha saputo mettere nero su bianco molto bene quello che sta accadendo, con una poesia che è un vero e proprio omaggio a queste persone che, nella vita, spesso hanno dovuto lottare tanto, superare guerra e fame e mille altre difficoltà.

La poesia si intitola “Se ne vanno” e l’autore è Fulvio Marcellitti che l’ha condivisa sul suo profilo Facebook ottenendo grandi consensi e apprezzamenti.

Questo il testo:

“Se ne vanno. Mesti, silenziosi, come magari è stata umile e silenziosa la loro vita, fatta di lavoro, di sacrifici.

Se ne va una generazione, quella che ha visto la guerra, ne ha sentito l’odore e le privazioni, tra la fuga in un rifugio antiaereo e la bramosa ricerca di qualcosa per sfamarsi.

Se ne vanno mani indurite dai calli, visi segnati da rughe profonde, memorie di giornate passate sotto il sole cocente o il freddo pungente. Mani che hanno spostato macerie, impastato cemento, piegato ferro, in canottiera e cappello di carta di giornale.

Se ne vanno quelli della Lambretta, della Fiat 500 o 600, dei primi frigoriferi, della televisione in bianco e nero.

Ci lasciano, avvolti in un lenzuolo, come Cristo nel sudario, quelli del boom economico che con il sudore hanno ricostruito questa nostra nazione, regalandoci quel benessere di cui abbiamo impunemente approfittato.

Se ne va l’esperienza, la comprensione, la pazienza, la resilienza, il rispetto, pregi oramai dimenticati.

Se ne vanno senza una carezza, senza che nessuno gli stringesse la mano, senza neanche un ultimo bacio.

Se ne vanno i nonni, memoria storica del nostro Paese, patrimonio della intera umanità. L’Italia intera deve dirvi GRAZIE e accompagnarvi in quest’ultimo viaggio con 60 milioni di carezze…”

Della poesia sono state già fatte anche due versioni video con musica e parole.

La voce che recita la poesia nel seguente video è dell’attore e sceneggiatore Lucano Massimo Previtero.

Un bel modo per dire addio e grazie a tutti gli anziani che ci stanno lasciando ma che non dimenticheremo mai.

Fonte: Facebook/YouTube

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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