Sa Pintadera: quando tradizioni e simbologie sarde sposano quelle messicane il risultato è meraviglioso

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Due culture che dialogano attraverso i linguaggi della fotografia e del bodypainting: è il progetto artistico “Sa Pintadera“, una bellissima fusione tra la simbologia messicana e quella sarda.

L’opera

Il lavoro nasce dall’arte del fotografo sardo Alessandro Spiga e del bodypainter lunigianese Matteo Arfanotti, due artisti che nel corso della loro carriera hanno ricevuto importanti premi internazionali.

“Sa Pintadera” rappresenta una figura femminile ancestrale dalle simbologie arcaiche, che si veste tanto della tradizione sarda quanto di quella messicana parlandoci di un elemento tipicamente umano: il rapporto con la “morti” per dirlo in sardo o “Santa Muerte”, volendo usare un’espressione tipicamente messicana.

A posare è stata Sharon Caboni che indossa un abito di gala selargino messo a disposizione da Cristina Secci e Matteo Atzeni dell’Associazione Culturale Fedora Putzu.

Il finissimo artigianato sardo del vestiario e degli accessori dialoga in armonia con l’arte della pittura sul corpo. La fotografia esalta i particolari e a risaltare sono proprio i dettagli, che rendono l’immagine così preziosa.

Tradizioni che dialogano

L’opera mostra una donna vestita alla maniera tipicamente sarda, un elemento ricorrente nella fotografia di Spiga, con il volto dipinto. Il viso è come una tela in cui la pintadera, elemento tipico della tradizione sarda (dipinto sulla fronte), i motivi decorativi dei tappeti funebri di Orgosolo (attorno agli occhi) e il capovolto,  antico simbolo sardo (disegnato sul mento), si combinano con i tratti de “La Catrina de Los Toletes,” popolarmente chiamataCatrina Mexicana”, o più generalmenteCalavera Catrina”, una donna scheletro. 

Le pintadere sono antichi manufatti in ceramica o terracotta di forma circolare, caratterizzati da un disegno geometrico. Il loro utilizzo non è ancora chiaro. Secondo alcune teorie la pintadera era uno strumento utilizzato per imprimere marchi e decorazioni; per altri invece questi oggetti erano una sorta di antichi calendari.

In Sardegna ne sono state trovate tantissime su tutto i territorio. Alcuni di queste risalgono al periodo nuragico, mentre altre possono essere datate al Medioevo.

Una delle tradizioni più conosciute del Messico è certamente quella della celebrazione del “El Dia de los Muertos”, celebrazione messicana e, più in generale, mesoamericana, relativa al ricordo dei defunti. In occasione di questa festa si celebra  Nuestra Señora de la Santa Muerte, deriva della dea azteca della morte Mictecacihuatl, il cui culto si è diffuso in maniera significativa a partire dal 2000. 

Questi sono gli elementi che vivono nell’opera, una fusione di tecniche e tradizioni che  merita altre sperimentazioni.

Fonte foto: Instagram 

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Redattrice su temi della sostenibilità sociale e ambientale. Laureata con lode in filosofia, ha conseguito un master di II livello in Rendicontazione Innovazione e Sostenibilità. Ha maturato esperienza nella comunicazione e nell’organizzazione di eventi presso enti profit e no profit.
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