Rai Storia non deve chiudere! La petizione per salvare l’offerta culturale del servizio pubblico

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La Tv di Stato non può rinunciare alla sua maggiore offerta culturale, nelle mere logiche di convenienza proprie delle emittenti private. E’ su questa convinzione che poggiano le proteste che stanno nascendo, amplificate dal web e dai social, contro  la decisione dei vertici della Rai di accorpare Rai Storia e Rai 5, dimezzando così i programmi culturali del servizio pubblico.

Soprattutto in questo momento – in un Paese che ha bisogno di memoria storica per non ripetere gli stessi errori del passato e di un canale che porti avanti l’arte, i concerti e gli spettacoli stroncati dalla pandemia – chiudere i due baluardi che davano almeno un senso al canone Rai, significa davvero ghigliottinare la funzione educativa e pedagogica del servizio pubblico italiano. Un servizio che non discosta molto, ormai dalle logiche e dai palinsesti delle reti private, ma che non può permettersi assolutamente, di esserne equiparato completamente, tagliando proprio ciò che lo differenziava e apportava valore aggiunto a tutto il pubblico. Un serivizio che non può completamente vendersi alle logiche pubblicitarie e plasmare la propria offerta solo in funzione dei dati di ascolto.

Ed è per questo che alla proposta di cancellazione del canale 54 è stata lanciata une petizione da Fatti per la storia con l’obiettivo non solo di evitarne la chiusura, ma di favorirne il potenziamento e la pubblicizzazione, alla luce anche del ruolo didattico che ha assunto anche durante il lockdown:

La divulgazione storica può essere un antidoto ad una pericolosa deriva
antiscientifica e revisionista (quando non sfocia nel negazionismo complottista tout court). Una deriva a cui assistiamo sempre più spesso nel dibattito pubblico nazionale, soprattutto in merito a tragici periodi della nostra storia.

Difendiamo Rai Storia perché è la nostra voce sul piccolo schermo e perché senza conoscenza del passato non può esserci costruzione del futuro.

I canali dedicati all’arte e alla storia della Rai devono continuare ad esistere perché possono e devono rappresentare la base per creare gli anticorpi alla disinformazione e all’analfabetismo funzionale che avanzano

Firmiamo tutti la petizione QUI

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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