Il bellissimo Parco Archeologico di Ostia Antica diventa ‘Marchio del Patrimonio Europeo’

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Ha rivestito un ruolo chiave nella storia e nella cultura europea: per questo la Commissione Europea ha attribuito al Parco Archeologico di Ostia Antica il prestigioso titolo di “Marchio del Patrimonio Europeo”. Due soli siti italiani avevano ricevuto il Marchio negli scorsi anni: Forte Cadine, a Trento, e Museo Casa De Gasperi, a Pieve Tesino.

Assegnato su iniziativa del commissario per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’educazione e la gioventù, il premio vuole riconoscere al sito dell’antico porto di Roma un ruolo significativo nella storia e nella cultura europea, valorizzato dal grosso programma di rilancio attuato negli ultimi anni.

Con Ostia e altri nove siti designati – gli altri sono il Patrimonio Culturale Subacqueo delle Azzorre (Portogallo), il Patrimonio Vivente di Szentendre (Ungheria), le Colonie della Benevolenza (Belgio e Paesi Bassi), il Castello di Kynžvart, Lázně Kynžvart (Repubblica Ceca), la “Zdravljica” – Ljubliana (Slovenia), il sito della Commemorazione Łambinowice (Polonia), le “Tenute Werkbund in Europa” (Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Austria), il Luogo della Memoria a Chambon-sur-Lignon (Francia) e i “Tre Fratelli”, Rīga (Lettonia) – sale a 48 il numero totale di siti che hanno ricevuto il marchio del patrimonio europeo.

Cos’è il Marchio del Patrimonio Europeo

Nel 2011 è stata istituita l’Azione Comunitaria Marchio del Patrimonio Europeo per valorizzare il patrimonio culturale europeo sottolineando gli elementi di comunanza e di unitarietà delle culture dell’Unione europea e favorire la conoscenza e la comprensione reciproca fra cittadini europei, promuovere il dialogo interculturale e lo sviluppo del senso di appartenenza all’Unione. Il Marchio non prevede l’erogazione di un contributo finanziario, ma i siti che lo vincono hanno l’opportunità di esibire il logo del Marchio e di godere della visibilità che esso comporta a livello di promozione e di campagne di comunicazione promosse dalla Commissione europea.

Il sito di Ostia

L’area archeologica di Ostia Antica è costituita dai resti di un insediamento romano originariamente situato alla foce del fiume Tevere, sulla costa occidentale dell’Italia. A causa dei cambiamenti nel canale fluviale e nella costa, i resti sono ora a circa 4 km dal mare. Ostia fu fondata nel VI secolo a.C., ma le prime difese risalgono al IV secolo. La funzione principale dell’insediamento era originariamente quella di proteggere la foce del fiume Tevere, ma in seguito con la costruzione di un nuovo porto da parte di Claudio e Traiano, la città si sviluppò in un centro commerciale attivo che si estendeva oltre le mura della città. Come principale porto di Roma, Ostia divenne un luogo di grande importanza strategica e commerciale nell’area del Mediterraneo. Alla fine del II secolo d.C. la città era ancora fiorente e ospitava una popolazione di oltre 50.000 abitanti. Andò in declino per la metà del III secolo d.C. mentre il centro dell’Impero si spostava verso est.

In età imperiale fu la “porta di Roma”, quella verso la quale convergevano i traffici marittimi di merci e di persone. Fu per questo un sito estremamente multiculturale, come si può ben vedere da alcuni monumenti, primo tra tutti il Piazzale delle Corporazioni: sui mosaici pavimentali sono scritti i nomi delle genti provenienti dai principali porti dell’attuale Francia (Narbonne) e Spagna (Tarragona, Cadice) oltre ai principali porti dell’Africa mediterranea (Cartagine) che a Ostia avevano propri uffici e sedi corporative.

Di conseguenza, Ostia fu anche il punto di convergenza di culti provenienti dal Mediterraneo Orientale. Non è un caso che ostia poi accolga la più antica sinagoga ebraica del Mediterraneo Occidentale mai rinvenuta al di fuori dall’antica Palestina. Ancora oggi la comunità ebraica di Roma svolge in questo luogo alcune sue celebrazioni.

Fonte: Commissione europea / Ostia Antica

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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