Incendio di Notre-Dame: i lavoratori riconoscono di aver fumato in cantiere

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Gli operai che lavoravano a Notre-Dame hanno violato il divieto di fumo. È la nuova scioccante notizia che arriva in seguito al fuoco che ha devastato parte del tetto della cattedrale francese lo scorso 15 aprile.

A riconoscerlo in una nota è la stessa impresa (Le Bras Frères) che ha montato l’impalcatura attorno alla guglia di Notre-Dame e che in questi giorni avrebbe ammesso – dopo che la polizia francese ha trovato sette mozziconi di sigarette sul ponteggio – che alcuni dei suoi lavoratori avrebbero inatteso il divieto di fumare nel cantiere, escludendo tuttavia qualsiasi collegamento con l’incendio vero e proprio.

“In effetti, ci sono stati operai che di volta in volta non hanno seguito il divieto e se ne sono pentiti”, ha detto il portavoce della società, Marc Eskenazi, assicurando comunque che “in nessun caso” questo comportamento possa essere stato la causa dell’incendio di Notre-Dame”.

Insomma, secondo l’impresa sarebbe “fuori questione” che questa negligenza sia all’origine del fuoco.

Resta allora valida l’ipotesi di cortocircuito. Chi indaga continua a rivelare varie irregolarità quanto alle installazioni elettriche, nello specifico, nella posa per alimentare una serie di campane e che scorreva attraverso le travi di legno della cattedrale.

Questo dispositivo è stato autorizzato provvisoriamente nel 2012 durante i lavori di ristrutturazione dei principali campanili, con lo scopo di elettrificare le campane in modo che potessero essere sostituite.

Tuttavia, secondo quanto si legge qui, questa sostituzione non è mai avvenuta.

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Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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